2020 annus horribilis

“Anno bisesto anno funesto”, è un celebre detto popolare conosciuto da tutti. In Toscana, e quì la mia amica Vitty lo può confermare, si dice: “anno bisesto chi la scampa gli è lesto”.

Portatore di sfortuna ed avvenimenti drammatici, il 2020 sembra, purtroppo, confermare tale diceria che risalirebbe addirittura ad epoca romana.

Esattamente nel 69 d.C. si abbatteva su Roma una delle disgrazie più funeste della sua lunga storia: un insieme di eventi sanguinosi legati alla guerra civile. In meno di 12 mesi ci furono tre imperatori: troppi, e sicuramente poco buoni.

Il 2020 non ci ha portato una guerra civile, ma una pandemia mondiale, un “nemico invisibile”, il Covid. Parola ignota ai vocabolari di qualunque lingua.

E’ stata comunque una guerra che ci ha lasciato una lunga scia di morti e di eventi nefasti. E stiamo ancora combattendo…

Questo 2020 è stato un anno da sopravvissuti, per chi ce l’ha fatta… Un anno in cui il battito del mondo è parso a tratti rallentare, fin quasi a fermarsi.

Fra poche ore entreremo in un nuovo anno, il 2021 e ci lasceremo alle spalle dolore e speranza. Lo inizieremo, spero, con un nuovo sguardo verso il futuro, senza dimenticare ciò che è stato e chi ci ha lasciato…

Auguro a tutti gli amici del blog un nuovo anno di speranza e di sogni !

6 pensieri riguardo “2020 annus horribilis

  1. Grazie per gli auguri Mary, che prendo tanto volentieri perchè ne abbiamo molto bisogno, Se l’abbiamo scampata con l’anno bisesto, dovremo ben guardarci anche quest’anno perchè qualcuno mi ha detto che non sarà proprio bellissimo…. Comunque noi lo affronteremo giorno per giorno, dandoci appuntamento per il prossimo anno così da potercelo raccontare!!!! Auguri carissima, è un piacere leggerti di nuovo, teniamo duro e andiamo avanti!!!! ❤

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    1. Fa bene il tuo ottimismo, cara Vitty, speriamo davvero di farcela durante il nuovo anno! E gli auguri fanno davvero bene al cuore.

      Durante questi giorni di festa, che festa non sembra affatto e di “zone rosse” e di piogge continue, ho ripreso, oltre alla lettura di un libro di Alberto Angela (che mi piace molto) sull’incendio di Roma, durante l’impero di Nerone, anche i miei pennelli ed i miei colori. Il tutto mi distende e mi fa passare il tempo…

      Spero di tornare presto. Un grandissimo abbraccio.

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  2. Anch’io, cara Mary, come tutti, non ho visto l’ora che andasse via questo funesto anno, al punto che, incavolato ben bene contro il responasabile di tale stato di cose, lo stronzo Covid, l’ho voluto così ricordare, pur se ho spontaneamente usato parole non proprio di Monsignor della Casa, della qual cosa mi scuso.

    Speriamo bene e lottiamo per averlo questo bene. abbiamo già pagato tanto alla mala sorte.

    Ora Basta-

    COVIDDI STRUNZU

    Minchia . . . E chi cazzu haju a fari
    jù tutta ‘na jurnata ‘n casa chiusu?
    Già hjì ‘o cessu, e cca pp ‘ ammazzari
    ‘u tempu lèggiu . . . ‘U purtusu

    ‘ntuppai d ‘o lavandinu e mi lavai,
    co’ me carammu. sciddi, aricchi e coddu,
    ca ‘a asciugaamanu tutta assappanai.
    O’ suli ‘a stinnjì, e quindi ‘ n coddu

    ‘a jatta pigghiu e addumu ‘a Ti Vu.
    Maronna chi disastri! . . . L’ astutu e vaiu
    a taliari fora: nun c’è cchiù

    ‘na finestra aperta! Ah, chi vaju
    ‘stu COVIDDI strunzu, ppi cui tu
    monucu ti senti senza saju!

    Non ti va cchiù di fari mancu ammuri,
    e dormi stravaccatu a tutti l’uri,
    ‘nto divanu, tabbuto senza ciuri!

    Ma chi ci cuntu ‘n ghiornu a lu Signuri?

    Ca campai comu a ‘n gnittaturi? . . .

    ‘Nta lu ‘21, ah comu lu speru

    ca ‘stu coviddi s’ arridduci a zeru!

    (Cassandro)

    Traduco, edulcorando un poco. Ancora tanti tanti tanti auguri a tutti

    COVID STRONZO

    Caspita. . . E che cosa devo fare
    io per tutta la giornata stando in casa chiuso!
    Già a gabinetto sono stato, e qui per ammazzare
    il tempo leggo. Il buco

    ho tappato del lavandino e mi sono lavato
    con tutta calma le ascelle, le orecchie e il collo,
    al punto che ho inzuppato tutta l’asciugamano.
    Al sole la stesi, e quindi in braccio

    la gatta piglio e accendo la Ti Vu.
    Madonna chi disastri! . . . La spengo e vado
    a guardare fuori: non c’è più

    una finestra aperta! Ah, che guaio
    questo COVID stronzo, ragione per cui tu
    un monaco ti senti senza il saio.

    Non ti va più di fare neppure all’amore,
    e dormi stravaccato a tutte le ore,
    sul divano, che sembra una bara senza fiori!

    Ma che cosa racconterò nel giorno del Giudizio al Signore ?

    Che son vissuto come uno iettatore? . . .

    Nel ‘21, ah come lo spero
    che questo COVID si riduca a zero

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  3. Carissimo Cassandro, quello che hai descritto così bene nei tuoi versi credo siano le giornate di tutti noi, chiusi in casa, in questo Paese ormai a colori per cercare di evitare il diffondersi di questo maledetto virus!

    No, no, non sei stato affatto scurrile nell’usare certe parole, anzi… ricordando la famosa canzone della Bertè “Non sono una signora”, avrei voglia anch’io di sfogarmi con tante parolacce!! E non solo per il Covid, ma per tutto quello che ci aspetterà nei prossimi giorni dai nostri governanti… ma questa è un’altra storia.

    Nell’attesa, spero non tanto lunga, che “questo COVID si riduca a zero”, ti invio un abbraccio affettuosissimo che, mi auguro, vorrai inoltrare anche all’amico Sergio che non sento da un po’…

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