Arrivederci mamma…

Alla fine, dopo diciotti giorni, è volata via…

Non so nemmeno perchè scrivo, faccio fatica ad esprimermi, forse sarebbe meglio tenere tutto dentro, non riesco a trovare le parole ed il dolore è ancora troppo forte.

In questi giorni non sembra nemmeno che valga la pena di dare inizio ad alcunchè. Non riesco a stare tranquilla. Giro a vuoto, sposto gli oggetti di qua e di là, salgo nello studio, guardo le tele, i colori ed un profondo senso di vuoto mi assale. Non ho voglia di niente…

Fino a questo momento avevo sempre troppo poco tempo. Ora non ho che tempo…ed è una strana sensazione.

Eppure era scritto che tutto questo doveva arrivare, ma non si è mai pronti, non si è mai pronti a non essere più figlie.

Perdere una madre, seppure anziana, è sempre un dolore grande, un vuoto, una profonda nostalgia…

La scarsa razionalità di questi giorni mi dice di essere stata fortunata. Soprattutto in questi lunghi e tremendi mesi durante i quali le persone, tante, forse generazioni intere, muoiono in solitudine, senza avere accanto i loro affetti. Gli ultimi giorni sono stata vicina a mia madre sempre e, nonostante il suo stato, credo che abbia in qualche modo sentito la mia presenza fino alla fine…

Arrivederci mammì…

6 pensieri riguardo “Arrivederci mamma…

  1. Capisco il tuo dolore e il tuo smarrimento Mary! Non siamo mai pronte ad un simile distacco. Perchè la mamma è una parte di noi che vive con noi e mai, mai vorremmo lasciarla andare.
    Giusta la tua riflessione che fra tante morti soliarie, lei almeno ha avuto il conforto di averti sempre vicino. Ma anche questa consapevolezza non lenisce il dolore.

    Permettimi di dirti che ti sono accanto e che ti stringo forte! Che brutto, orribile tempo è questo… mi chiedo se niente sarà più come prima!!!!

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    1. No, cara Vitty, credo proprio che niente sarà più come prima…

      Ti ringrazio per questa stretta virtuale e chiedo scusa per non aver risposto subito, ma l’unica cosa che mi conforta in questo momento è il silenzio… passerà, come passano i brutti periodi, passerà anche questo anno tremendo che ha portato solo sventure…

      Un carissimo saluto ed un augurio di cuore per questo Natale che verrà così triste.

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  2. Condoglianze affettuose, cara Mary.

    La perdita della mamma l’hai perfettamente sintetizzata legandola al fattore tempo:
    si passa dall’avere, prima della dipartita, “poco tempo” ad averne “troppo”, dopo!

    Quando accadde a me tale triste evento lo vissi come la perdita dei “forti anticorpi utili a campare benignamente”!

    Il tempo poi allenta il ricordo e l’immagine, anche se entrambi a volte prepotentemente rimbalzano nella nostra mente, per cui può venire da dire . . .

    POTESSI . . .

    Potessi con te, madre, ritornare
    un solo giorno . . . ah, cosa darei! . . .
    e il tuo sorriso caro ritrovare
    , , , e quello sguardo . . . che tutti gli sghei

    del mondo non mi possono ridare,
    foss’ io Creso! . . . Ma tu dove sei?
    Ormai, credi, pure a te pensare
    difficile si è fatto, anzi, direi . . .

    che impossibile è: ad affogare
    sto io in questo caos, ed i miei
    mille problemi stanno a contrastare

    questa esigenza . . . e più non tengo quei
    forti anticorpi utili a campare
    benignamente. E resto in mezzo ai nei

    di un vivere che spesso è vegetare!

    Tu da lassù almeno i miei rei
    giorni stai un poco a vigilare.

    Il non pensarti è l’animo flettere:
    non me lo posso proprio permettere.

    Ma è così . . . Ed ora devo smettere!

    ( Sergio Sestolla)

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  3. Caro Sergio, ti ringrazio per questa vicinanza virtuale. Conforta leggere che ci sono amici che ti sono vicini anche nel dolore, magari con una poesia struggente come quella che mi hai regalato.

    Per me è troppo presto; il ricordo e l’immagine di mia madre è ancora viva e faccio fatica a dimenticare i suoi ultimi giorni e la sofferenza che c’è stata anche per lasciare questo mondo… Spero che ovunque lei si trovi, sia in pace.

    Grazie, caro amico, del tuo pensiero e colgo l’occasione per farti tantissimi e carissimi auguri di buone feste. Sarà un Natale solitario, un Natale che spero ci farà riflettere e meditare sul nostro futuro.

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  4. Ho atteso un poco a scriverti, carissima Mary, per porgerti le mie condoglianze e vicinanza per il lutto che ti ha colpito: la perdita della mamma io la considerai, quando avvenne per me, alla violenza di uno schiaffo: troppo improvviso e troppo dolente.

    Solo il tempo potrà curarti, per diluire nel tempo la perdita della tua “mammì”!

    Ma per farti pensare ad altro e legarmi alle tue parole “ Sarà un Natale che ci farà riflettere e meditare sul nostro futuro”, ti faccio partecipe delle mie idee in proposito.

    LA LEZIONE DEL COVID
    ( Campare alla giornata )
    (Cose semplici e Provvisorietà)

    “Campare alla giornata” un tempo io
    lo reputavo il dire di chi
    non tiene fantasia per l’avvio
    di un programma, pur così così:

    quasi vivere al buio, o giù di lì.

    Però ora non più, in quanto che
    anch’io, ahimè, in questo stato sto:
    “Alla giornata campo”, in quanto se
    ancora avrò un futuro non lo so.

    Purtroppo idee nuove più non ho!

    Or tutto cambia . . . tutto ha cambiato,
    puranco il mio modo di pensare,
    questo tempo di virus dannato!

    Però riesco ora ad apprezzare
    le “cose semplici”, ciò che per scontato
    avevo dato, ed era da ammaliare.

    Questo comprendo or nel ricordare!

    A conti fatti – si faccia attenzione –
    fra danni e danni da maledizione

    ci ha dato il COVID una lezione
    da non scordare, se varrà ragione,

    se l’“arraffa arraffa” in pensione
    lo manderemo con un bel calcione,

    trovando in “parva res” soddisfazione!

    In più or finalmente ognuno sa
    che cosa è la “Provvisorietà”,

    e che l’avere soldi in quantità,
    dato il frangente che ora ci sta,
    val come pesce fritto e baccalà!

    Ci ha tirato le orecchie questo qua,
    sto virus che gran paura fa,

    e ci ha sbattuto in faccia realtà.

    Nuovi rapporti occorre quindi tessere:

    mutato è il concetto di benessere!

    (Cassandro)

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  5. Caro Cassandro, anch’io ho aspettato un po’ prima di risponderti. Inutile dire che mi hanno fatto tanto piacere le tue parole affettuose ed i versi che mi hai voluto regalare. Anche se questo è stato il Natale più strano, più assurdo, più solitario e niente affatto festoso, un regalo come il tuo, che fa riflettere e ragionare sull’oggi e sul nostro futuro (??) è più che mai gradito.

    Ti ringrazio per le condoglianze che hai voluto inviarmi. Lo “schiaffo” che ho ricevuto anch’io fa ancora troppo male, ma come tu dici giustamente, solo il tempo potrà lenire il dolore e far tornare le parole e le conversazioni bloggarole che tanto mi mancano.

    Ti auguro, amico carissimo, un sereno prosieguo di festività e che l’anno a venire, come tutti speriamo, sia migliore di questo che ci sta lasciando…

    Un abbraccio.

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