Pensieri…

Abbiamo consumato anche le parole.

Non si fa altro che parlare di come sia difficile spiegarsi un incubo.

Chiusi nelle nostre case, gesti quotidiani, ripetitivi, con la paura di svegliarsi ed ascoltare che il “nemico invisibile” ha mietuto altre vittime.

Chiusi nelle nostre case abbiamo letto, abbiamo ripreso i colori, abbiamo provato e riprovato movimenti ginnici per non rattrappire il nostro corpo, abbiamo ascoltato musica per allontanare il silenzio che da giorni ci attanaglia e ci costringe a riflettere sul “dopo” che non sarà mai più come il “prima”…

Da dietro le finestre chiuse guardiamo in silenzio la libertà. Ora possiamo solo guardarla, ricordarla, immaginarla. E ci manca.

Autunno 11

5 pensieri riguardo “Pensieri…

  1. Ah, il bosco “meta di nostre passeggiate”!

    Ah, il bosco che dà tanto “senso di libertà”!

    Ah, il bosco. quante cose si sono fatte nel bosco!

    Smitizziamo, rifugiandoci nel passato, la situazione claustrofobica attuale.

    Infatti, ora che bisogna stare minimo ad un metro di distanza neppure più tante altre cose si possono fare nel bosco,

    QUEL BOSCO

    Ah, se me ne ricordo di quel bosco
    quand’io poi di te potei dire
    “Amore, ora sì che ti conosco!”
    Dovevo farlo per potere unire

    intensamente me a te, e te a me,
    aver qualcosa di intimo e non solo
    sguardi, carezze, a volte pure osè,
    però non tanto da prendere il volo.

    E pure tu mi hai in modo bollente
    ben “conosciuto” in quel bosco fitto,
    quando il languore, bello, lungamente

    di me si impossessò, e ben trafitto
    il cuore ne uscì, come la mente.
    Ciò te lo dico a voce e per iscritto.

    Il nome di quel bosco ho cambiato
    da Monte ameno a “da perdere il fiato”

    E il gran profumo poi di mirtilli,
    resina, fragole . . . ed il cri cri dei grilli . . . .

    Son cose da urlare con tre squilli.

    (Cassandro)

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  2. Certo “smitizziamo”, caro amico, questa quarantena ci lascia anche tanto tempo per poter sognare…

    Sognare e ricordare, come il Lui della poesia, quello che a tanti di noi è accaduto passeggiando nel bosco… quando era ancora possibile stare abbracciati, scambiarsi effusioni di ogni sorta e…

    “Ah, se me ne ricordo di quel bosco
    quand’io poi di te potei dire
    “Amore, ora sì che ti conosco!”
    Dovevo farlo per potere unire

    intensamente me a te, e te a me,
    aver qualcosa di intimo e non solo
    sguardi, carezze, a volte pure osè,
    però non tanto da prendere il volo”.

    Quante volte, nei caldi pomeriggi autunnali, magari con la scusa di una bella camminata, avevamo voglia di stringersi al nostro Lui approfittando delle ombre del tramonto per scambiarci baci e carezze…

    Ora il bosco ci dà soprattutto un gran senso di libertà!

    Ciao caro Cassandro, ti abbraccio forte!

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