Il passo di Tersicore ed altro…

Il saggio di fine anno pian piano si avvicina. Le piccole e grandi ballerine di danza classica, moderna, aerea, tango e caraibica e canto attendono l’evento piene di gioia ed entusiasmo, consapevoli che ciò che andrà in scena rappresenta il risultato di tanti sacrifici, ma soprattutto di una grande passione verso l’Arte.

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Il saggio rappresenta l’insieme di più esibizioni che derivano da un percorso professionale e personale dell’allievo; inoltre segue un programma prestabilito che funge da filo conduttore nel racconto della trama scelta per le varie rappresentazioni.

Tutto questo dà vita a quello che viene definito con una sola parola: spettacolo!

Il fascino dello spettacolo permette, a chi si esibisce e a chi fa da spettatore, di viaggiare con la fantasia dimenticando una realtà che spesso non ci appartiene e da cui vorremmo fuggire…

Il lavoro procede fino al gran giorno. Tutto è ormai pronto. L’emozione è a mille, l’attesa non fa che moltiplicare il talento, la partecipazione, il piacere di esprimere e di esprimersi.

“Umani – Storie di animi ribelli che hanno cambiato il mondo” è il titolo di quest’anno. Dedicato a uomini, ma soprattutto a tante donne che hanno fatto la storia, da Oscar Wilde, a Frida Kalo (con la partecipazione nella scenografia di un mio quadro)

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Carla Fracci, Coco Chanel, Evita Peròn… e proprio sulle note di Don’t cry for me Argentina, l’esibizione del tango di gruppo…

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Una fatica ed un’emozione ripagata da tanti applausi!

 

 

 

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10 pensieri riguardo “Il passo di Tersicore ed altro…

  1. Conosco bene queste emozioni! Mia figlia ha appena terminato la prima liceo musicale, da 7 anni suona il clarinetto e da uno il pianoforte: 7 anni di esami (con lacrime di panico e/o crisi di nervi in anticamera, tutte le volte oggi come ieri), saggi, spettacoli, concorsi …
    E poi ancora lacrime, ma stavolta di gioia, quando un prof si alza per applaudire!
    Mi mancherà tutto questo, quando andrà avanti da sola senza più bisogno della mia presenza 🙂

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  2. Cara Elena, scusa il mio ritardo nel rispondere, ma problemi di guasti elettrici in casa mi hanno tenuta lontana dal blog diversi giorni. Ora tutto tranquillo. Capisco i tuoi stati d’animo e quelli di tua figlia perchè l’ho vissuti anch’io.

    Acqua passata, ora le emozioni sono altre… Mi è sempre dispiaciuto non poter studiare uno strumento, in particolare il pianoforte che adoro, mia figlia più grande ha voluto impararlo e per tre anni è andata a lezione. Saggi, spettacoli, poi ha lasciato. Peccato. Ora lo strumento fa bella mostra in salone come arredamento. Ogni tanto, quando ci riuniamo con gli amici, qualcuno strimpella e a me fa piacere.

    Quando tua figlia poi andrà avanti da sola ci sarà sempre il bisogno della tua presenza. E’ inevitabile.

    Ciao carissima, a presto rileggerti.

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  3. Sono felice tu stia bene, ho pensato fossi in viaggio 🙂 Sai, per noi è stata una piacevole sorpresa scoprire che mia figlia ha il gene della musica, era dal mio nonno paterno che non si faceva vivo in famiglia (tanto meno da parte di mio marito); io, poi, sono stonata come pochi! Un caro saluto

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  4. Cara Mary, (sperando che tu non me ne voglia) ho preso indebitamente in prestito il titolo del tuo post, per intitolare una breve composizione dedicata alla insegnante di ballo (si chiama come te), alla quale l’ho regalata a conclusione del saggio annuale della scuola da lei diretta, dopo lo spettacolo cui aveva preso parte una mia nipotina.

    Pure l’anno scorso gliene avevo dedicato una (che fu molto gradita, anche per la mia sentita esortazione a continuare, essendo in vero molto brava), ed ora quasi quasi se la aspettava (diciamo che l’ho abituata male, dato che i miei versi non li tiro fuori dal forno, anche se spesso do questa piacevole, e per me gratificante, sensazione.

    Se non ti dispiace, Mary, te la invio, anche per contestualità col tuo post e a conferma con ciò che egregiamente scrivi — e che pure vivi in prima persona (complimenti) — e cioè che (come anche in questo mio caso) a noi spettatori, grazie all’impegno degli allievi, con un saggio di danza ben coreografato, è stato permesso di “viaggiare con la fantasia dimenticando una realtà che spesso non ci appartiene e da cui vorremmo fuggire…”

    IL PASSO DI TERSICORE
    ( Gambero e Leopardo)

    A volte, amici miei, si va indietro
    e a volte avanti assai velocemente,
    Scorre la vita come su un vetro
    l’acqua mentre si eleva la mente.

    Il passo di Tersicore non vale,
    Mary, per te, bensì piuttosto quello
    . . . e qui ci metto pure un po’ di sale . . .
    del “gambero”, in quanto un gioiello

    discreto di bellezza tu mi appari
    perchè ogni anno che passa sembra che
    tu lo compia all’inverso: senza pari
    conosco io donne come te,

    che scherzi con il tempo suppergiù.
    E’ questo per il tuo gentile aspetto,
    chè se passiamo a quello che di più
    ami, e a cui ti dedichi di getto,

    anima e corpo, quel passo si fa
    quello del “leopardo” . . . E così,
    l’aerea danza a gran velocità

    continua ad essere . . . di qui e di lì . . .
    distintivo tuo segno. E perciò “Va’,
    verso più alte mete, dove il ‘Sì,

    sempre più dolce suona’ . . . Et voilà!

    (Sergio Sestolla)

    Mi perdoni dell’appropriazione indebita del tuo titolo, Mary?

    Grazie e collaboriamo a fare “sentire un poco meglio” la coamica Vitty, chè se ciò fosse vero e le mie composizioni fossero un lenitivo per lei tanto infortunata gliene manderei una al giorno, basta che avesse ad indicarmi il tema.

    E sono certo che contribuirebbe anche il coamico Cassandro.

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  5. Sergio caro,non te ne voglio affatto per l'”indebita appropriazione”, anzi sono molto onorata di far parte della bella e delicata composizione che hai voluto dedicarmi!

    Quest’anno l’hai regalata a me… (uscita dal forno??), per l’insegnante di ballo, mia omonima, ci sarà qualche altra occasione, che ne dici? Una poesia per uno, non fa male a nessuno!

    Il sottotitolo (Gambero e Giaguaro) mi ha fatto sorridere, ma contiene tanta verità. Hai ragione, amico mio, mi piace “scherzare con il tempo”, immedesimarmi in un “gambero”, perchè gli anni passano (sigh sigh…) ma io li affronto tornando indietro per dedicarmi a tutte le attività che in gioventù mi sono state negate.

    E poi è così emozionante salire su un palco e trasmettere con il canto o il ballo sensazioni piacevoli, annullando per un momento la realtà vera che ci circonda, forse sognare un po’…

    Sentirsi dire dalle nipotine “brava! sei proprio la nostra nonna-artista” mi riempie di orgoglio e sono convinta che lascerò in eredità anche l’amore per l’Arte! che purtroppo oggi non fa più parte delle nuove generazioni.

    Grazie a te, carissimo ed uniti all’amico Cassandro, raccolgo la collaborazione per far sentire meno sola l’infortunata cara amica Vitty.

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  6. che cari amici siete! Già mi sento meno sola!!! D’altronde avere un animo artistico vuol dire anche avere una maggiore sensibilità, perciò con voi tre sono decisamente in una botte di ferro!!!!

    Complimenti per il saggio delle nipotine, io non so se proverò mai una simile gioia, intanto mi godo le vostre, che è un po’ come se mi appartenessero, tanto è il tempo che ci conosciamo.

    Chiedo scusa se non scrivo a lungo come vorrei, ma tutto mi è difficile in questa strana situazione!! Approfitto però per chiedere all’amico Sergio, di continuare a tenermi compagnia con i suoi ( e quelli di Cassandro) come gentilmente mi ha proposto.A questo punto mi piacerebbe conoscere la prima composizione dedicata all’insegnante di ballo della nipotina.Non dubito che sarà bella come quella dedicata a Mary!!

    Ed ora esausta vi saluto con l’affetto di sempre ❤ Vitty, la vostra Vitty.

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    1. Cara Vitty, chiedo scusa anch’io se rispondo in ritardo… ma luglio sembra il mese degli imprevisti, come nel gioco del Monopoli…

      Ogni anno, a luglio, sarà il caldo o chissà che altro… accade sempre qualcosa a mia madre e sempre quando dovrei dedicarmi a tempo pieno alle nipoti, le “tedeschine”. Giorni fa ricoverata al Pronto Soccorso per una polmonite. L’ospedale per le persone anziane non è il massimo e così dopo quattro giorni, firmando, l’ho fatta riportare con l’ambulanza all’Istituto dove la curano al meglio.

      Ma non voglio annoiarti, hai già problemi per l’infortunio che hai avuto. Come procede, a proposito? Spero che questo brutto periodo passi al più presto!

      Nel frattempo, come leggo nel tuo blog, gli amici bloggaroli sono quì a farti compagnia!

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  7. Ma certo, Vitty: ogni promessa è debito.

    Eccola, e speriamo che ti distragga un po’.

    Come pure speriamo che sia gradita a Mary, che ti arte né ha fin sopra le ciglia

    PROVACI ANCORA MARY

    Non solamente Sam “ci prova ancora”,
    ma pure . . . e centro fa . . . una Signora.

    Ah Giusy, che cos’hai combinato?!
    “L’arte è qui”, il saggio annuale
    della scuola di danza hai trasformato
    in qualcosa di e c c e z i o n a l e,

    che avrebbe figurato bene assai
    all’Opera, alla Scala, all’Argentina,
    perché mischiato saggiamente hai
    con coreografia sopraffina

    danza e poesia, e poi lanciato
    il messaggio che solo “bellezza,
    cultura e libertà” al mondo ingrato,

    che un po’ ci opprime, danno quell’ebbrezza
    che al Ciel ci porterà, perché elevato
    sarà così il cuor nostro con certezza.

    La zappa sui piedini ti sei data:
    Vogliamo ancor di più! . . . Donna avvisata!

    Perciò, accogli i nostri desideri:
    “Provaci ancora . . . ancora . . . Ancora, Mary”.

    (Sergio Sestolla)

    ( 1 ) Parafrasi del celebre film del 1972 “Provaci ancora, Sam”, diretto da Herbert Ross, e scritto ed ideato da Woody Allen

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  8. Caro Sergio, ho apprezzato tantissimo questa tua composizione e spero che anche all’amica Vitty sia piaciuta!

    “Bellezza, cultura e libertà” stanno piano piano sparendo da questo “mondo ingrato”… e cosa ci salverà?

    Un abbraccio carissimo, le tue poesie sono emozioni piacevoli per i nostri cuori!

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