Aiuto, ho la febbre!

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E’ lo sguardo il primo indizio. E’ una via di mezzo tra un pericolo di morte e l’occhio di un merluzzo andato a male. Se non bastasse questo messaggio, lui ha già disseminato il pavimento di fazzoletti umidicci.

Gli scaffali di casa sono già pieni di flaconi di medicinali la cui scia ci conduce fino al letto.

Il termometro, che segna una temperatura di 37.5 gradi, è già in bellavista sul comodino. Starnuti e colpi di tosse secca riempiono l’aria e ci raggiungono al piano di sotto.

No, nessun dubbio: Lui è malato.

Un malessere che qualsiasi donna si porta al lavoro, a fare la spesa, a rassettare casa, in palestra e con cui convive tranquillamente fra una sindrome mestruale, un parto e una trentina di malattie infettive che potrebbe contrarre a contatto con i propri figli e… nipoti!

Ma quello che per noi donne è un banale inconveniente, per Lui è il Male Assoluto! Un problema grave, insopportabile, debilitante che richiede, per noi, la massima attenzione e cura.

Infatti, l’uomo malato vuole essere rassicurato che guarirà ma… con noi vicino.

Spesso ci lasciamo ingannare dalla vocina lamentosa e dai “grazie”, “scusa” elargiti insistentemente. Ma è un inganno. Si tratta semplicemente di meccanismi di autoconservazione: gli serviamo per compatirlo e nutrirlo.

E allora, per sopravvivere a tutto questo… al primo segnale di malanno ci conviene suggerirgli di andare dal dottore (che di solito, come ogni maschio medio, teme ed evita) o di sottoporsi a degli esami del sangue.

  • Esagerata! – dirà, e nel giro di poche ore, sarà in perfetta forma!