Le tante Suburre di Roma

La Suburra era un vasto quartiere dell’antica Roma popolato, nella parte bassa, da un sottoproletariato urbano che viveva in condizioni miserabili. Era il cuore dell’altra Roma, quella dei bordelli e delle bettole poco raccomandabili, tollerate dal potere e dai ricchi.

Di tutti i quartieri popolari, Suburra era il più malfamato ed il più pericoloso. Dopo il tramonto, camminare per le sue strade era una sfida al destino: i delitti erano all’ordine del giorno. Tra le sue strade strette, sporche e rumorose si svolgeva la vita quotidiana della Roma popolare abitata da teatranti, gladiatori e cortigiane.

Ancora oggi, nel linguaggio comune, ha il significato di luogo malfamato, teatro di crimini ed immoralità.

Purtroppo, da molti anni, le periferie della Roma odierna sembrano essere diventate tante piccole Suburra, sebbene quella di 2000 anni fa non era considerata una periferia, ma il centro della città, situata com’era  sulle pendici dei colli Quirinale e Viminale, fin quasi all’Esquilino. Anche oggi, camminare per le strade di molte periferie, di giorno o di notte, sembra essere ritornati indietro di millenni. Nulla è cambiato.

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Di questi giorni la notizia dello stupro e dell’omicidio di una minorenne nel quartiere di San Lorenzo, nonostante ci fossero state diverse segnalazioni e denunce da parte dei cittadini per problemi di spaccio di droga, furti, immigrazione incontrollata. Denunce senza alcun effetto visibile. Il governo, negli anni, sia di destra, di sinistra o di centro non si è mai interessato a portare avanti una politica di bonifica per il degrado di molte situazioni. Forse perchè, come secoli fa, la situazione è “tollerata dai potenti e dai ricchi?”

O Roma è sempre stata…

“Nord, Sud, Ovest, Est, Roma è

così grande che di notte ti prende, ti inghiotte

fotte la mente

un gigante che ti culla tra le urla che non sente

Ti compra, ti vende, t’innalza, ti stende,

ti usa se serve, ti premia, ti perde.

Chi parte, chi scende, chi bluffa, scala fredda

come all’artico Sahara.

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Donne come lei che mi lega le sue corde

tese, di andare con candele accese

nere come il sampietrino, bianche come il marmo

come gocce di rugiada che riflettono il mio sguardo

Roma cruda, Roma cruda, Roma cruda

Nuda come la bellezza, grande come Roma

santa e dissoluta, Roma ama e non perdona.

Roma te divora come un barracuda

Roma nuda, Roma nuda, nuda….

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Roma barbara e cultura, DNA complesso

Roma è così che fa, seduce all’ingresso

triste come un tango, tra l’oro ed il fango

Roma è un passo a due volteggiando sull’asfalto…”

(Brani tratti dalla colonna sonora della serie Suburra, 7 vizi Capitale)

 

 

Autunno… tempo di zucche

 

La zucca, con il suo allegro color arancione ed il sapore dolce e vellutato, è la regina degli ortaggi d’autunno.

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Tra le sostanze nutrienti che essa possiede ci sono moltissime vitamine, dalla A alla B e alla C. In particolare, come ci lascia immaginare il suo colore arancione, possiede moltissimo betacarotene, un antiossidante davvero potente. Limita la formazione dei radicali liberi ed aiuta anche nella prevenzione contro i tumori.

E i semi? Non si scartano assolutamente perchè anche loro sono ricchi di benefici. In particolare questi “bruscolini”, come vengono chiamati a Roma, sono efficaci per abbassare il colesterolo cattivo nel sangue. Contengono Omega3, zinco e proprietà antinfiammatorie.

E’ un ortaggio che adoro al di là delle sue benefiche proprietà e che, specie in questo periodo, mi piace cucinare. Dopo averla usata per risotti, paste al forno e locro (una ricetta argentina consigliatami da un’amica argentina di mia figlia), oggi ho voluto sperimentarla in un dolce, la cui ricetta voglio condividere con voi!

Torta di zucca e cioccolato

Ingredienti:

300 gr. di zucca

170 ml olio di semi

4 uova

200 gr. di zucchero

200 gr. di farina 00

40 gr. di cacao amaro

30 gr. di gocce di cioccolato

90 gr. farina di mandorle

scorza d’arancia grattugiata

1 bustina di lievito

Procedimento:

Ridurre la zucca in cubetti, dopo aver asportato semi e filamenti e frullare in un mixer insieme all’olio di semi riducendola ad una crema. A parte, in una ciotola montare le uova e lo zucchero rendendole ben spumose. Aggiungere la scorza d’arancia. Aggiungere poi la farina 00 e la farina di mandorle, alternando la crema di zucca.

Aggiungere quindi il lievito per dolci. Dividere l’impasto in due parti ed in una aggiungere il cacao, nell’altra le gocce di cioccolato. Versare poi i due impasti in uno stampo imburrato, decidendo se aggiungere prima il composto bianco e poi quello al cacao o viceversa. Infornare a 170/180 gradi (a seconda del forno) per circa 45 minuti.

E questo è il risultato…

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Che vergogna…

L’ELEZZIONE DER PRESIDENTE

Un giorno tutti quanti l’animali
sottomessi ar lavoro
decisero d’elegge un Presidente
che je guardasse l’interessi loro.
C’era la Società de li Majali,
la Società der Toro,
er Circolo der Basto e de la Soma,
la Lega indipennente
fra li Somari residenti a Roma;
eppoi la Fratellanza
de li Gatti soriani, de li Cani,
de li Cavalli senza vetturini,
la Lega fra le Vacche, Bovi e affini…
Tutti pijorno parte a l’adunanza.
Un Somarello, che pe’ l’ambizzione
de fasse elegge s’era messo addosso
la pelle d’un leone,
disse: — Bestie elettore, io so’ commosso:
la civirtà, la libbertà, er progresso…
ecco er vero programma che ciò io,
ch’è l’istesso der popolo! Per cui
voterete compatti er nome mio. —
Defatti venne eletto propio lui.
Er Somaro, contento, fece un rajo,
e allora solo er popolo bestione
s’accorse de lo sbajo
d’avé pijato un ciuccio p’un leone!
— Miffarolo! — Imbrojone! — Buvattaro!
— Ho pijato possesso:
— disse allora er Somaro — e nu’ la pianto
nemmanco se morite d’accidente.
Peggio pe’ voi che me ciavete messo!
Silenzio! e rispettate er Presidente!

(Trilussa)

A quel tempo il poeta non poteva sapere che nel XXI secolo, proprio ai giorni nostri, purtroppo i Somari sarebbero stati in tre…

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