Quella mostra di Modì con Ariela…

Adesso dipingerò te, ti farò un ritratto, se avrò fortuna un giorno.. dipingerò i tuoi occhi”  disse Modì, e Jeanne replicò: “Dimmi Modigliani, come fa un povero cieco a dipingere?” e lui: “Io vedo cose che nessun altro vede”…

Ho provato anch’io…

11 pensieri riguardo “Quella mostra di Modì con Ariela…

  1. Ciao Gianino, il dipinto è mio. Ho provato a copiarlo, ma non mi permetterei mai di eguagliare il Maestro! Ritrarre nudi di donne è la mia passione e pur non avendo mai studiato (se non un pochino da sola) anatomia, cerco di trasmettere con i colori un po’ di emozioni…
    Grazie per i tuoi complimenti. Ariela non scrive più sul blog, è approdata su FB, ma… forse… ritornerà. Nel frattempo è tutta presa da un progetto in onore del padre che riguarda il teatro, una scuola a Roma. Ogni tanto lei viene per insegnare. Ha una forza incredibile!

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  2. Complimenti Mary,sei veramente brava!!! E questo quadro,ti dirò,mi piace più dell’originale 🙂

    Perchè non fai dei ritratti alle tue nipotine? I ritratti a olio,sono una cosa speciale , un ricordo nel tempo che acquisterà sempre più valore,sotto tutti i punti di vista!

    Ciao,e ancora Brava!!!!

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  3. @ Vitty

    Grazie Vitty, grazie di cuore, questi complimenti mi fanno tantissimo piacere! Addirittura più dell’originale… ti posso assicurare che l’originale, con i suoi colori e quel tocco di mistero, è davvero bellissimo.

    A proposito di mistero, che molti dei quadri di Modì racchiudono in quegli occhi “non occhi” di tante donne, mi piacerebbe avere il parere dell’amico Sergio… sempre che abbia un po’ di tempo da dedicarci… e Cassandro?

    Ma sai che ho ritratto le nipotine? Ho usato però il carboncino, lo preferisco per i ritratti, soprattutto perchè vengono meglio ombre e luci. Appena posso li pubblicherò.

    Ciao carissima e buona giornata!

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  4. . . . E allora, Mary, ecco “il parere dell’amico Sergio” sulla tua splendida copia del “Nudo sdraiato obliquo” di Modigliani — detto anche “Nudo rosa”, o rosso, se non sbaglio, che alla sua prima esposizione parigina fu ritirato per offesa alla decenza pubblica — rivissuto attraverso una mentalità tutta femminile, che ne accresce la suggestività. Complimenti.

    E che faccio allora?. . . Copio papale papale il parere dell’amica Vitty? . . . Ma ceeeerto! . . . In piena sintonia con lei posso quindi dire che la tua opera corre il rischio di piacermi più dell’originale. Se lo metti in vendita avvisami!

    Ho pure scritto qualcosa in argomento, e così, se le mie considerazioni ti sono gradite, mi farai uno sconticino.

    DAVANTI ALLA COPIA
    DI UN QUADRO DI MODIGLIANI

    Che dire di un quadro di Modì,
    qualunque esso sia, ma ancor di più
    se si tratta di un nudo? . . . Dico: “Sì,
    mi piace” e basta? . . . oppure, suppergiù,

    “è di bellezza unica! . . . incanta!
    . . . conquista, e come! . . . ti lascia perplesso! . . .
    ti coinvolge tanto in quanto tanta
    è la vaghezza che sprigiona!” . . . Esso

    puranco se copiato ben diffonde
    immensa e dolce sensualità,
    perchè ne ha troppa alla base, donde

    ne aspira chi lo copia in quantità
    tale che poi chi guarda si stravolge,
    si innalza al cielo, e rimane là.

    Io dico ciò perché ho visto ieri
    il noto nudo obliquo, sdraiato,
    con grande amore dalla brava Mary
    e sentimento alto copiato.

    Perciò lo intitoliamo “Omaggio a . . . . . “
    . . . a Mary per la sua capacità.

    umanità e sensibilità.
    Tu tutta ti ci sei immersa, ah!

    Anche perché i quadri di Modì
    colpiscono diversamente chi

    li guarda: l’uomo resta lì per lì
    perplesso, mentre che la donna . . . . . . E qui

    mi fermo: qui io sto all’abbiccì!

    (Sergio Sestolla)

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    1. @ Sergio Sestolla

      Caspita Sergio, quanti complimenti ricevo! Addirittura una dedica in poesia, un “omaggio” alla mia capacità nel tentare di riportare su tela ciò che mi colpisce… Grazie, grazie ed ancora grazie! Sei veramente un tesoro!

      Il “nudo rosso” fu davvero ritirato per offesa alla pubblica decenza, ed immagino come l’autore possa aver reagito… povero Modì e poveri tutti quegli artisti squattrinati che tanto avevano da dire, da esprimere e nessuno disposto a dare valore ad opere bellissime, se non dopo anni ed anni dalla loro morte. Ma così è per tutti…

      Ricordo ancora, quando qualche anno fa, insieme all’amica Ariela, andammo a vedere la mostra. Conoscevo già le opere di Modigliani per averle ammirate sui libri di Arte, conoscevo la sua vita passata tra pennelli, colori, alcol, droga e prostitute (come la maggior parte dei pittori “maledetti”), ma vederle dal vivo è stato un impatto meraviglioso. Forse proprio da quella mostra ho cominciato a dipingere nudi di donna… all’inizio copiando le figure, con i miei colori, le mie forme, le mie sensazioni. Ma non è così che i più grandi pittori hanno iniziato la loro carriera artistica?

      Ancora grazie Sergio del tuo “parere” e, ricambiando l’omaggio, vado ad inserire al lato del mio blog la tua graditissima poesia.

      P.S. Dimenticavo… di solito ho sempre regalato i miei quadri, anzi se dovessi raccontare le mie esperienze in merito… ci sarebbe da ridere!

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  5. Bravissima la nostra nonna Mary artista, complimentissimissimi. Hai scelto bene l’opera, è una delle più famose e più belle di Modì. Ottimo il disegno, ma in particolare hai azzeccato perfettamente la tonalità del colore: è la cosa che mi ha colpito subito. E non è facile, anzi è una delle difficoltà del dipingere (lo so per esperienza, perché fra le tante mie velleità “artistiche” giovanile ho provato anche a dipingere). Un abbraccio con tanta ammirazione…

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    1. @ Giano

      Ma certo Gianino, anche lei spesso mi chiede di te. Porterò i tuoi saluti.
      E così, anche tu hai provato a dipingere? Dovresti riprendere, io quando ho tempo (ultimamente poco, in verità) mi ci dedico perchè è una cosa molto rilassante. E’ vero, la difficoltà sta nel colore, nelle tonalità. La tecnica del colore, la miscela dei colori, l’ho imparata dal famoso Maestro Franco (a lui dedicai anche un post), un pittore che mise su una scuola di pittura anni fa, quì nel paese dove vivo, ma che poi smise d’insegnare perchè gli artisti, come ben saprai anche tu, non guadagnano e vengono sempre pagati molto poco. E sono sempre molto poco apprezzati se non dopo la loro morte.

      Lui è anziano, un po’ malato, ma ancora vivo e vegeto, anzi non so nemmeno se sia tornato nella sua città natale, Ferrara, oppure a Genova o… chissà dove. Mi ha insegnato veramente tanto, soprattutto a ritrarre le cose dal vero ed ho sempre fatto tesoro dei suoi consigli.

      Grazie Giano anche dei tuoi complimenti, veramente di cuore.

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  6. Un momento . . . un momento! . . . Anch’io voglio intervenire sull’opera pittorica di Mary, anzi ho il piacere di intervenire essendo stato gentilmente richiesto un mio parere, che non può che essere . . . beh, andiamo avanti.

    Che cosa meravigliosa sapere dipingere, Mary, e fermare su una tela, un cartoncino, un foglio di quaderno le sensazioni che vengono vissute in un determinato momento della nostra breve vita!

    A ben pensarci è l’unico modo di vendicarsi delicatamente di quel cornuto (scusa) dispettoso tempo che “fugit inesorabile”. Lui corre, sì, ma chi sa dipingere lo acchiappa per la coda e lo blocca

    Non trascurarla quindi mai questa grandissima dote, che ti ha permesso di eseguire tanto bene ed approfondita al massimo questo “Omaggio a Modigliani” (oltre che “Omaggio a te”, per come ha scritto Sergio Sestolla, col quale finalmente concordo in qualcosa!): non sarai mai sola così, e saprai sempre evocare con chi stare e dove stare in un determinato attimo della tua esistenza.

    Quasi quasi oggi censurerei questo tuo dipinto, invece di quello originale censurato circa un secolo fa (1917)

    Ad essere sinceri anch’io nei tempi andati ci ho provato a fare qualche ritratto (non certo ai tuoi elevati livelli!), ma, com’era immaginabile . . . forse perché particolarmente interessato più che alla nuda arte alla nuda modella . . . ho fatto un buco nell’acqua, e non mi è rimasto quindi che lamentarmi e cercare di consolarmi diversamente, anche se con qualche lieve riferimento al tuo, anzi al nostro, Modì.

    SAPESSI IO DIPINGERE !

    Sapessi io dipingere! . . . Ah, se
    sapessi i pennelli ben tenere
    in mano . . . e pure la matita, beh . . .
    io mille e mille pagine intere

    riempirei con il dolce disegno
    di questo catturante bel musetto,
    che ti donò Natura con l’impegno
    però di poi gustare quel confetto,

    quel frutto dolce più di fragolina,
    quel mordido e lucente incarnato,
    che pare bacca rossa con la brina,
    soltanto dopo che fosse passato

    un anno intero dal momento in cui
    ti fossi innamorata, prima piano
    e poi fortemente, e del tuo lui
    avessi il cuore aperto a brano a brano.

    . . . che fingo che sia io! . . . E’ perciò che
    disegno in questa attesa i tanti incanti
    della tua bocca . . . Passeranno, eh!
    questi tanti mesi ancor mancanti.

    . . . e poi, quanti baci . . . quanti . . . quanti . . .
    mentre tu mangi, leggi o preghi i santi,

    in quanto ad ogni “Posso?” hai detto “Avanti”!

    Frattanto che l’impegno tu non togli
    e in piena libertà quindi mi accogli

    riempirò . . . altri 300 fogli.

    Di certo non sarà questo un granché,
    ma sempre è un modo per pensare a te,

    a baci ovunque dolci, e pure osè!

    Nel frattempo, tu continua a fare
    la gnorri, a cantare, a suonare

    e con gli occhioni belli più mare
    questo poetastro a riguardare . . .

    ecco così . . . così . . . così . . . così
    siccome fossi un nuovo Modì,

    oppure un Goya, con la Maja al lume
    di candela, o un Salvatore Fiume.

    Forse ho sbagliato io a calcolare,
    chè certo un anno è lungo, non vi pare?

    ma ‘a nuttata, eh, sì, “ha dda passare”!

    Il poi lo lascio a voi immaginare!

    (Cassandro)

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    1. @ Cassandro

      E quindi… prode Cassandro… il poeta e non l’ALTRO… hai lasciato il tuo commento (graditissimo come sempre) e birbanti rime per omaggiare il mio dipinto.

      Sono felice ti sia piaciuto e… udite, udite… per la prima volta sei “finalmente d’accordo” con l’amico Sergio (Sestolla… e non l’ALTRO…)!

      Leggo che anche tu hai provato (a quando risalgono i “tempi andati?) questa meravigliosa sensazione nel tenere in mano pennelli e matite.
      Ma dovevi continuare a coltivare queste doti artistiche invece di… ecco… diciamo, essere più preso da altre doti!
      Il solito furbacchione che mi hai fatto sorridere ancora una volta.

      Sicuramente la modella da te ritratta sarà rimasta incantata dai tuoi versi…

      “Di certo non sarà questo un granchè,
      ma sempre è un modo per pensare a te,
      a baci ovunque dolci, e pure osè”!

      … e il “poi” è veramente facile immaginarlo!

      Grazie ancora Cassandro, “nuovo Modì” (chissà cosa ne pensa Sergio…) e a presto rileggerti.

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