I “valori” di oggi

Non si può non provare un brivido di orrore leggendo gli articoli di questi ultimi giorni sulle ragazzine, tutte minorenni, che si prostituiscono consenzientemente con uomini di varie età ed estrazione sociale.

Ognuno nella propria adolescenza ha avuto occasione di andare oltre le regole. Ma c’era sempre qualcosa che ci frenava, una vocina che ci diceva che non sarebbe stato bene farlo. Oggi viviamo nella società dell'”apparire” e, per apparire, si è disposti a fare tutto.

E allora, con quale credibilità genitori, educatori vari possono predicare una moralità, un’etica?

Qualcuno diceva che la vergogna è un sentimento che si prova solo la prima volta. Credo sia vero, credo che una volta “saltato il fosso” poi non si possa più tornare indietro.

Mi chiedo chi restituirà l’adolescenza a queste ragazze, l’età dei sogni, dei primi amori? Forse è anche inutile chiedersi cosa ci sia dietro a tutto questo ed è tardi, in questo caso, parlare di morale, esempi familiari, media attraverso i quali si realizza che tutto è possibile. Fra tradimenti, inganni, assenza di limiti.

Occorre invece guardare alle vere vittime, alle lolite che inconsapevolmente credevano di poter utilizzare il sesso per tenere in pugno degli uomini. Un’illusione. Purtroppo l’uomo è sempre pronto a sfruttare per guadagno tutto ciò che si può vendere e comprare.

Nonostante quello che affermano in tanti, non è il sesso il grande inganno, ma quello che, attraverso esso, si può conquistare: soldi e potere. I “valori” di oggi.

 

Noi che ci scusiamo di essere italiani

Dopo aver introdotto i vuoti delle bottiglie di plastica nell’infernale macchinetta “mangiatrice” ed aver ritirato il biglietto che li ha conteggiati. Dopo “20” dank  (grazie) e “39” entschuldigen (mi scusi) alla signora che sembra, con il suo ghigno, volermi prendere a calci nel sedere, mi dirigo verso la cassa dell’enorme supermercatocentrocommerciale di Hofheim rispettando ordinatamente la coda, ad un tratto mi chiedo: ma non stai esagerando?  Non hai mica nascosto un pacco di biscotti dentro la borsa!

Il fatto è che all’estero ti senti in colpa, è questa la sensazione. Hai paura di fare la figura del parente zozzone.

Accade in Francia, o in Spagna, figurati in Germania… E alla domanda fatidica: – Da dove viene? –

– Io italiana… – balbetti. Oddio, pensi, ora chiederà di Berlusconi, del bunga-bunga, di mafia e corruzione. Sì, ti senti a disagio perchè sei italiano, anche se hai sempre mal sopportato chi denigra il tuo Paese.

Eppure avverti qualcosa, quasi un dolore. Mi prende ogni qualvolta  l’aereo decolla, lasciando l’Italia, sorvolando poco dopo sulle Alpi, oltre il confine.

No, la Germania non è bella, sicuramente ordinata.

– Dai, tedeschi, provate a battere la Toscana, i colori delle colline senesi, o le colline del pavese, i rilievi che dalla pianura veneta salgono verso le Dolomiti. O i silenzi dell’Appennino, tra Rieti e L’Aquila. L’antica Roma, il Rinascimento… l’azzurro del mare della Sicilia, il verde smeraldo del mare della Sardegna… Voi ce l’avete? –

Non mi consolo e, arrivata all’aereoporto di Francoforte, il disagio resta. Ma cosa ha questa Germania che l’Italia non ha più?

E’ qualcosa che non si vede, ma si percepisce ovunque. All’inizio pensavo fossero solo dettagli: i giardinetti davanti casa curatissimi, i municipi con la bandiera immacolata in ogni paesino, oppure i platani dei viali ordinati in lunghe file.

Non è mancanza di fantasia, piuttosto armonia, indizio di un progetto comune. Un abisso, confrontato con le casette senza stile delle nostre campagne. Ovunque diverse: ognuno ha un proprio disegno e… al diavolo il resto!

Quì si pensa al futuro, vivendo il presente ed il Paese va avanti.

Così, dopo venti giorni, sono tornata. Percorrendo dall’aereoporto la strada verso casa, ho avuto come la sensazione di un vuoto nel paesaggio. Finchè, come folgorata, ho capito. Quì manca qualcosa che tenga tutto insieme. Qualcosa in cui riconoscersi per sentirsi tutelati, per fare grandi progetti.

Manca lo Stato. Manchiamo soprattutto noi.