Partire o non partire? Questo è il problema…

E  così è finito anche il carburante. Con un debito di 30 milioni di euro da parte di Alitalia, l’ENI ha dichiarato che sabato prossimo sarà l’ultimo giorno per il rifornimento degli aerei.

E dopo Telecom, anche la nostra società di bandiera ha fallito, cioè ha ri-fallito, nonostante cinque anni fa furono utilizzati circa 4 miliardi di soldi pubblici e soldi della “cordata”, tutta italiana intendiamo, per sfuggire alle “grinfie” della compagnia francese Air France.

Se non ricordo male il salvataggio Alitalia fu garantito poco prima delle elezioni ed il sig. B. le vinse. Fu il “trionfo dei patrioti” e dell'”italianità”, ma che furono soprattutto soldi nostri ha avuto poca importanza…

Ancora soldi pubblici, insomma. E dovranno arrivare anche in fretta, visto l’ultimatum dei creditori. L’ENI ha infatti dichirato: “Se non riscuote la fiducia degli azionisti non possiamo tenerla in vita noi”. E ha dato tempo fino a sabato: o si saldano i debiti o salta la fornitura di carburante.

Quindi siamo alle solite.  La gestione dei “patrioti” ha portato la compagnia sull’orlo del baratro e nessuno parla di responsabilità. Ma che razza di Paese è mai questo?

Penso che in un Paese normale non vedremmo sempre i soliti manager ottantenni a capo di tutte le imprese da decenni. In un Paese normale, dopo un simile tragico bilancio economico-imprenditoriale, le dimissioni fioccherebbero. Ma qui il problema è il Paese, almeno così si dice.

Io direi, piuttosto, che il Paese ha un problema (tra i tanti): loro. 

Intanto preparo il bagaglio, biglietto fatto per Francoforte… poi sabato si vedrà!