Il gelato… che bontà!

L’estate tanto agognata ha fatto il suo ingresso. E’ scoppiato il caldo e l’anticiclone delle Azzorre sta finalmente facendo il suo dovere.

E proprio con il caldo le gelaterie fanno bella mostra di una miriade di gusti e colori: gelati alla frutta, alle creme, allo yogurth, alla soia, all’olio d’oliva… facendoci dimenticare il “carrettino dei gelati” di tanti anni fa, quando il cono gelato di gusti ne aveva proprio pochi, ricordo cioccolato, crema e forse limone e fragola.

 Così mi è venuta la curiosità di scoprire l’inventore del gelato e grazie ad internet ho scoperto che…

Il gelato attuale fu soprattutto un’invenzione nata dall’unione del mondo arabo con quello sicialiano. Infatti, alla fine del IX secolo, gli Arabi occuparono la Sicilia dove trovarono i nevaroli dell’Etna e le famose neviere che per secoli usarono la neve come unico accorgimento per la conservazione dei prodotti freddi.

Nel Medioevo poi si scoprì come congelare i succhi di frutta, ponendoli in recipienti circondati dal ghiaccio e questa preparazione fu appresa da varie regioni italiane come la Toscana e la Sicilia.

L’origine italiana del gelato è riconosciuta in gran parte del mondo, ma fu la sua introduzione in Francia a renderlo famoso in tutta Europa.

Secondo alcuni, il gelato fu preparato per la prima volta da un certo Ruggeri di Firenze, un macellaio appassionato di cucina che, grazie ad un preparato che comprendeva panna, zabaione e frutta, divenne famoso, tanto che fece fortuna a Parigi.

 

 

Egli preparò il gelato in occasione delle nozze di Caterina de’ Medici ed Enrico d’Orleans. Ma notizie più certe sull’origine del gelato si hanno in merito ad un certo Francesco Procopio dei Coltelli, un cuoco siciliano che nel 1686 riuscì a preparare la miscela che oggi conosciamo tutti. Procopio utilizzò e perfezionò una macchina che il nonno Francesco, pescatore, gli aveva lasciato in eredità.

Anche lui dopo varie prove ed  insuccessi, trovò poi fortuna in Francia, a Parigi dove aprì un locale, il “Cafè Procopie” dove veniva servita una grande varietà di gelati e dove personaggi famosi trovarono refrigerio cibandosi di questa leccornia. Si narra che l’allora tenente Napoleone, non avendo denari a sufficienza per pagare anche agli amici la consumazione, abbia lasciato in pegno il suo Bicorno.

 Dopo queste notizie e curiosità il Sig. S. ha detto che si metterà subito all’opera.

Rispolvereremo la “macchina” del gelato, ormai inutilizzata da anni, e chissà se avrà successo oggi con le sue nipotine che, golosone come sono, non fanno che chiedere:

– Nonno, nonno, ma il gelato?  Ce lo prepari o no? –

Strizzo l’occhio e bisbiglio: – C’è il “Pidocchio” (1) che ci aspetta… andiamo ragazze… una bella coppa non ce la toglie nessuno! –

 

 

(1) Famosa gelateria romana nel quartiere S.Giovanni.