Gatta ci cova…

” Mi scusi Presidente, ma questo nostro Stato che voi rappresentate mi sembra un po’ sfasciato.
E’ anche troppo chiaro agli occhi della gente che tutto è calcolato e non funziona niente.
Sarà che gli italiani per lunga tradizione son troppo appassionati di ogni discussione.
Persino in parlamento c’è un’aria incandescente, si scannano su tutto e poi non cambia niente…”(Giorgio Gaber)
Non so perchè ma, anche se il  tentativo di “salvezza nazionale” partorito a fatica oggi appare come ultima spiaggia, c’è qualcosa che non mi convince in questa classe politica, la peggiore, incapace perfino di eleggere un nuovo Capo dello Stato.
Non voglio utilizzare la parola che in questi giorni è sulla bocca di tutti, media compresi, “inciucio”, ma trovo inaccettabile che non si sia voluta trovare la strada giusta per arrivare a quel cambiamento e rinnovamento tanto urlato durante l’ inutile campagna elettorale.
 
Durante questi sessanta giorni nessun partito politico ha colto con urgenza e preoccupazione il segnale di dissenso uscito dalle urne e trovo indecente che ci si sia preoccupati, invece, di mantenersi le poltrone, facendo finta di dialogare per arrivare ad una soluzione ai problemi del Paese.
 
Aspettiamoci le “larghe intese”. Il dialogo sta per ricominciare…
 
 
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Pensieri sparsi…

Il ciliegio è in fiore. Forse in ritardo, ma la primavera sembra non arrivare mai…

Passano gli anni e gli inverni sembrano sempre più lunghi. Ho bisogno di sole, di cieli azzurri e momenti per me.

Oggi sono esattamente 47 giorni dalle elezioni. Si dice che il Paese si è spaccato in tre, ma  i cittadini non si aspettavano certo un risultato del genere. O forse sì?

Un governo di scopo, un governo di larghe intese, un governissimo, un governo decente sembra ancora una lontana chimera…

Mi chiedo: ma una volta insediato il nuovo Presidente della Repubblica e formato un governo “decente”  (se mai lo sarà, visto che si parla di ri-elezioni) quali aspettative avremo? Riusciremo a risollevare le sorti di questo nostro Paese alla deriva? Sentiremo ancora i bla-bla dei grandi soloni della politica, dell’economia e della finanza?

Nell’attesa, dopo giornate passate a curare influenze, febbroni, raffreddori, otiti e mal di pancino, continuo a divertirmi con la piccola Carolina che sembra essersi rimessa e che, in veste di musicista, mi chiede: – Nonna, posso fare blin-blin? –

 

 

Voi neghereste all’artista questo desiderio?