Impotenza…

La crisi ci sta paralizzando, non se ne esce. E, purtroppo, produce anche questo: l’impotenza dei vecchi di fronte ai giovani che stanno peggio di loro.

La vecchiaia di oggi non è pace, saggezza, riposo. E’ fatica, ansia, tensione. Perchè arrivi all’ultimo tratto di strada ed è ancora tutta in salita. I figli, che fino ad un paio di generazioni fa, erano un investimento per il futuro, perchè sarebbero stati meglio di te, più colti, più bravi, più ricchi, adesso sono lì, in un limbo, a dibattersi fra non lavoro, attesa del lavoro, lavoro precario, lavoro con contratti di apprendistato e a termine (è il caso di mia figlia retribuita part-time lavorando però tutto il giorno). Quindi, mal pagati, mal messi, mal assestati nella vita.

I figli, che nel corpo sono ancora forti, devono essere aiutati da te, che ogni giorno perdi qualcosa. Un po’ di efficienza, un po’ di energia, come nella natura delle cose. Ma non è naturale invece essere più forte dei tuoi figli.  Oggi, però, è diventato normale anche questo. Bisogna farci l’abitudine.

Quando erano piccoli ti sentivi responsabile della loro felicità, del loro benessere. Sconfitte scolastiche, solitudini, amicizie non corrisposte, paure. Accorrevi, consolavi, curavi.

Era quando la vita stava ancora in ordine. Passano gli anni e diventa sempre più difficile.

I dolori dei figli adulti ti spaccano il cuore, peggio di prima, perchè sono dolori più grandi, più importanti, più tristi e non puoi farci niente. Come si sente oggi una madre quando suo figlio non vede una via d’uscita?  Un futuro? Impotente… Un senso di sconfitta, il tradimento delle attese. 

Ma oggi chi è che ce l’ha una via d’uscita? Non certo i migliori. Bisogna avere i santi in paradiso. Bisogna avere famiglie forti dietro, anche se piano, piano anche queste famiglie, con tutti i sacrifici richiesti, stanno scivolando sempre più in basso.

La crisi economica non è un titolo di giornale. Dietro i tecnicismi e le paroline inglesi, dietro le notizie sulle fabbriche che chiudono, dietro le riduzioni del personale, dietro le rivolte di piazza, c’è la vita di migliaia di persone. La vita quotidiana, affettiva, materiale. Che non si può più ignorare parlando ancora e soltanto di campagne elettorali e di vittorie dell’uno o dell’altro schieramento. E’ deprimente…

 

 

I dentini di Leyla…

 

 

Leyla non sta mai ferma. E’ soprannominata “panzer” e, a differenza di cuginetta coetanea, ha un debole per le scale… Su, giù, su, giù… un continuo sali-scendi senza fermarsi mai. Un debole anche per i divani, dai quali si lancia senza se e senza ma.

Accade poi che non sempre il salto è quello giusto e… al grido di “Nonnaaaa, mira .. ich springe”

( tradotto nonna, guarda, io salto, in  un misto di italiano, spagnolo, tedesco) questo è il risultato!

i due dentini davanti spezzati, tanto che adesso il “panzer” è diventata una “piccola draculina”. Ma non c’è verso… lei è così. Non la ferma nessuno.  Nemmeno il papà, tedesco doc, con le sue regole ed i suoi rimproveri.

Ma diciamo la verità: non le dareste morsi e baci a volontà? 

Es una chica estupenda! 

Sto imparando lo spagnolo invece del tedesco, ma questa è un’altra storia…