Tutti al mare, tutti al mare… (II parte)

Il 14 luglio Amira si sveglia con gli auguri di compleanno da parte di tutti. Baci, abbracci, tiratine d’orecchie e poi, improvvisamente…

– Ma perchè la tua festa viene prima della mia? Perchè tu sei più grande di me? – scoppia la rissa. Martina è gelosa perchè sua cugina compie cinque anni prima di lei. Hai voglia a farle capire che è nata due mesi prima, non c’è verso!

Possibile che qualsiasi argomento sia motivo di scontro? Le “femminucce” sono tanto, tanto carine, ma crescendo, è proprio vero, diventano delle inguaribili stupidine… Chi lo diceva questo?

Ma parliamo della festa. Il nonno si dà molto da fare. Chiedendo l’aiuto delle “2 grandi”, attacca festoni, palloncini, prepara pistole ad acqua, pulisce la piccola piscina mentre la nonna imbandisce la tavola. Niente da fare. Anche in questo caso c’è sempre un motivo per bisticciare.

La piccola Leyla, invece, si è appena svegliata…

si affaccia alla porta e cerca Carolina… chissà se ha preso qualche suo bambolotto?

Speriamo di no… e che la festa abbia inizio!

Torta di Hello Kitty e spegnimento candeline da parte di tutte e “4”. Gli auguri vengono intonati e si procede al taglio.

Sembra che tutto fili liscio, ma all’improvviso le urla di Carolina, che nel frattempo si è tuffata nella piscina, ci distraggono dai festeggiamenti. Saranno i soliti capricci? penso, ma poi dico a voce alta.

Il viso del papà (mio genero) ha assunto un colore grigiastro mentre corre verso di lei come un forsennato. Sembra che Carolina sia stata punta da un’ape. No, non è un’ape… forse sì… forse no… La mamma la solleva dall’acqua… ma anche lei mi sembra sull’imbranato. Pronto Soccorso… un medico… che fare? Cosa abbiamo?

– Abbiamo dell’ammoniaca, proprio per punture d’insetti – suggerisco con calma. Quella calma apparente che manifesto ogni volta che si esagera con tale tipo di inutili apprensioni. Ed infatti, un po’ d’acqua, una strofinata, due bacini e tutto passa.

Il genero “tedesco” mi guarda, strizza l’occhio ed approva. L’altro forse no, ma chissenefrega! Tanto domani torna al suo lavoro e ci rivediamo tra una settimana. Chissà perchè, in presenza dei genitori, i bimbi fanno tanti di quei capricci?

–  E’ normale – sentenzia l’amica di mia figlia (sì, anche lei tra noi…), ma non ricordo che le mie facessero di queste cose. Forse è passato così tanto tempo…

Ed il tempo vola, tra lazzi, bisticci, sorrisi, lavatrici, pranzi, cene, colazioni, merende, baby dance, nuotate (io e la figlia expat proprio pochine, come pochina è stata l’abbronzatura), passeggiate, giostre, gonfiabili, gelati, ciambelle, mosche, zanzare e, forse, qualche ape…

 

 

 

 

Sognavo il ritorno a casa, il mio letto, i miei fiori (trovati quasi secchi…), i miei libri, il mio pc, ma l’arrivo di una telefonata il giorno prima del rientro, ha fatto sì che tutto rimanesse un sogno.

– Sono all’Ospedale. Mamma è caduta in casa, stanno facendo degli accertamenti –

Mio fratello mi dice che ha qualche giorno di vacanza. L’altro è già partito.  Ho capito. Per fortuna niente di grave, ma la mamma anziana non può rimanere sola in questo periodo e la ferita alla gamba ed il bernoccolo alla testa vanno curati.  Così, sistemate in fretta e furia la miriade di cose trasportate per la vacanza, corro da lei per portarla poi a casa mia fino a quando non sarà in grado di recuperare la sua autonomia. 

Per il momento sono alla ricerca di badante. Sperando di trovarne finalmente una con la quale lei vada d’accordo.

Un’altra vacanza così e m’ammazzo!

 

 

 

 

Tutti al mare, tutti al mare… (I parte)

Mi aveva avvisato Lory, la mia amica d’infanzia, mentre al telefono ci salutavamo per le vacanze. 

– Parti con le quattro bimbe? Al mare? Hai coraggio da vendere amica mia. Vedrai, altro che vacanze, saranno lavori forzati! –

Mai previsione fu azzeccata… Possibile? mi chiedevo, ma ormai non sarei più potuta tornare indietro. Oddio, l’avrei fatto molto volentieri dopo i primi dieci giorni.  Magari uscendo dal cancello di soppiatto, con la scusa della spesa, avrei potuto raggiungere la vicina stazione e salire sul primo treno. Ma tengo molto alla mia privacy ed apparire in TV a “Chi l’ha visto?” non rientra nelle mie aspirazioni. Ma cominciamo dall’arrivo.

I due nonni, dopo aver caricato sulla jeep “mezza casa”, partono da soli, tranquilli e beati per raggiungere la villetta al mare, affittata per il lungo mese di luglio. Lo “scarico”  e la sistemazione prende tutto il pomeriggio. L’arrivo delle “terribili 4” è previsto per il giorno dopo e i due, nonostante la stanchezza, si concedono una piacevole serata  in compagnia di amici, in vacanza nella stessa località marina. La prima ed ultima…

La mattina dopo tutta la tribù arriva a fasi alterne. Chi a pranzo, chi a cena, chi riparte subito perchè il lavoro chiama, chi rimane: io e la figlia expat, alquanto imbronciata perchè sperava di condividere le “vacanze-fatiche” con la sorella minore. Lei, invece, riparte insieme al marito, perchè dal 1° giugno ha cominciato a lavorare (per fortuna…), lasciando le “terribili 2” che, dopo baci e abbracci con le altre “terribili 2”, cominciano a guardarsi in cagnesco… Ed è proprio da questi sguardi che comincia la vacanza… pardon, l’avventura!

 

Amira e Martina per il momento si abbracciano. Carolina, invece, tenta di strangolare Leyla… fingendo di abbracciarla!

La mattina gli occhietti delle “4” si aprono insieme, sembrano sincronizzati alla stessa ora: 7,30. Di conseguenza anche gli occhi della nonna…  e si comincia con la colazione. Le tazze del latte si rovesciano quasi sempre. Martina vuole il posto accanto alla nonna o alla zia ed Amira non le cede la sua sedia.  Nell’inzuppare i biscotti, Carolina infila tutta la sua manina nel latte che, naturalmente, fuoriesce sulla tovaglia. Leyla vorrebbe imitarla, ma non lo sa fare (in Germania è maleducazione “l’inzuppo” nel latte), quindi urla quando la mamma (mia figlia) le prepara un toast con nutella, scaraventandolo sulla tovaglia! Amira, da brava tedeschina, è l’unica che mangia senza fare briciole e capricci… ma quanto durerà?

Finita la colazione, ci si prepara per raggiungere la spiaggia. Le grandi cominciano a scegliersi i costumini e solo dopo rigidi interventi,  fuggono in bagno a lavarsi i denti. Le piccole vagano a destra e a sinistra per la casa, ma alla fine vengono lavate, incremate e “pannolinate”.

Si parte a piedi, passeggini e borse da mare traboccanti. Il nonno, prima di ripartire in attesa delle ferie, ha avuto un lampo di genio: trasportare i loro secchielli, palette, braccioli e giochini vari sotto l’ombrellone, senza sapere, poi, che le bimbe grandi, ogni mattina, o si fermavano a ballare alla baby dance o erano continuamente in acqua e le piccole amavano giocare e bisticciare con palette e secchielli, perfettamente uguali alle loro, ma “trafugate” sotto altri ombrelloni!

Dopo abbondanti mangiate di sabbia, miste a ciucci e biscottini, arriva l’ora delle docce: a mezzogiorno ci si prepara per il rientro. Il sole è troppo caldo e le bimbe sono stanche e lagnose. Pranzo veloce e riposino pomeridiano. Per le piccole nessun problema, a parte Leyla, alzatasi di nascosto un pomeriggio di capricci e trovata addormentata dentro una scatola…

Martina ed Amira, invece, non possono dormire insieme, vanno divise perchè o litigano (interrogate in proposito, non si capisce bene quali siano i motivi) o l’una chiacchiera talmente tanto che non fa dormire l’altra e viceversa.

 

 

 

 

 

 

 

Come passa il tempo…

 

 

 

Ve le ricordate?

Solo due anni fa… stessa foto, stessi “fagottini rosa”… “rosa” perchè femmine,  i “fagottini”, invece,  sono diventati “fagotti impertinenti”…

Vacanze da “stress”. Ma il mare rende nervosi?

Segue post (spero a breve) per sorridere un po’. Forse voi, io un po’ meno…

Torno presto.