Maggio

Maggio, mese di compleanni, ricorrenze, festeggiamenti… Da qualche giorno sono tornata da Lorsbach, paesino vicino Francoforte dove vive la prima figlia e tra i vari altri accadimenti, la Supernonnamary ha festeggiato il compleanno e l’anniversario di matrimonio preparando un semifreddo alle fragole  (coltivazioni enormi in quel territorio). Ha coccolato le  nipotine, la più piccola delle quali colpita da una polmonite, ormai per fortuna superata. Rientrando poi alla base, appena in tempo per i festeggiamenti, sempre Supernonna ha preparato torte per il compleanno della piccola Carolina. Tre giorni dopo ha replicato per quello della sua mamma.

Finito? No. A maggio è anche il compleanno di una nipote, ma Superziamary se l’è cavata con una telefonata di auguri. E a maggio cade anche il compleanno di una cara amica di epoca adolescenziale, sposata con un compagno di liceo di Supernonno, che poi ‘sto Super che si è attribuito non va tanto bene… lui lavora ancora e per il momento non si sa se potrà andare in pensione (quasi-esodato), quindi esce la mattina e ci si rivede la sera. E allora, dico io,  Super de’ che?

Ma veniamo al compleanno dell’amica. Sicuramente si aspetta un sonetto, penso, uno di quelli che Supernonnamary si diletta a comporre e dedica ai parenti ed agli amici più cari. Bisogna trovare le rime, ci vuole tempo ed ispirazione, carta e penna perchè per queste cose è vecchio stile…

L’idea nasce, chissà perchè, mentre con figlia, genero e nipotine visita un meraviglioso parco giochi tedesco.

Saranno stati i dinosauri? Certo non è un complimento per l’amica,  ma conoscendola, si farà un sacco di risate e forse qualche lacrimuccia…

Dedicato alla Sora Pina

I tuoi primi sessant’anni

So’ piombati,  che tremore

Pare ieri…mica cent’anni

Ma er ricordo sta ner core

De’ quei tempi spenzierati

Quanno er monno ce piaceva

Solo giochi e niente affanni

Co’ incoscienza se cresceva…

Tu de’ meno… e regazzina

A quer bar dell’Alberone

Arivavi sbarazzina

Cor tuo maxi cappottone

Co’ lo sguardo strafottente

Ce fissavi assai rissosa

E noi lì, semplicemente,

capivamo  ch’eri gelosa!

de’ quer Sandro, er liceale

lui ignorava che cor tempo

lo spignevi su all’altare…

Era er tempo de’ la neve

Se sciava co’ la busta

Se tornava poi alle nove

Se faceva ancora festa!

Poi le gite in ‘500

Pei Castelli a cazzeggià

Eravamo sempre in ducento

“da n’amica…”  dicevamo poi a papà.

Folli corse sur Duetto

su pei colli perugini

Piatti, lampade e un cassetto

Dietro a noi, così vicini.

Poi co’ l’anni la famija

Chi è partito e chi rimane

Chi se lascia e chi se pija

E’ la vita, ha le sue trame.

E se oggi c’hai riunito

Pe’ sto’ grande avvenimento

Vorrà dì che c’hai creduto

Nell’amici e ar sentimento.

Sessant’anni nun so tanti

Se li vivi co’ passione

Tiette stretti li contanti

Alla faccia de’ a pensione!

Credi a me, oggi è ‘n traguardo

E va fiera dell’età

Tanto er tempo è un gran bastardo

Che de noi nun c’ha pietà!

 

 

Anche questo superato! E meno male che maggio è finito…

 

Pensieri solitari…

I sacrifici, di questi tempi, sono come le ciliegie: uno tira l’altro. E, dopo l’euforia dei primi anni, cominciano a pesare.

Ho lavorato, ho viaggiato, ho pianto, ho riso, ho costruito tante cose. Eppure, una parte di me è ancora l’inquieta ragazza di un tempo. E’ proprio vero: ognuno ha il proprio destino.

Si comincia la vita in un certo modo, con delle speranze, delle gioie, dei dispiaceri e poi, a poco a poco, si è trascinati verso altro.

E il mio destino è quello di dividermi tra figlie e nipotine. Se fino a cinque anni fa, trovavo il tempo (e ne avevo parecchio), per dedicarmi alle mie passioni, tante in verità, pittura, scrittura, canto, oggi nell’arco della giornata, non riesco a trovare uno straccio di pomeriggio per riprendere quello che ho lasciato.

Eppure erano proprio quelle passioni che volevo fare nella vita. Ma, come dimenticare mio padre, il suo giudizio?

No, Mary, non è questo che devi fare. Sei una donna, al massimo puoi aspirare ad un diploma e magari dare ripetizioni in casa. Ti sposerai e metterai su famiglia.

Ho fatto altro, per ripiego, e ho messo su famiglia.  Adesso, padre, saresti contento di me. Mi sto occupando da una vita della famiglia…

Eccomi pronta, allora, con valigia, borsone ed ombrello. Mary Poppins riparte per la Germania, dall’altra figlia che aspetta il suo turno per l’aiuto materno. Mentre l’altra, paziente ma non troppo, attenderà il suo, al mio rientro.  Ed il marito, che tende sempre a sponsorizzare questi miei “sacrifici”, perchè “la mamma e la nonna DEVONO aiutare”, aspetterà anche lui paziente, ma non troppo.

E pensare che quest’anno avevo deciso tassativamente di iscrivermi in palestra. Così, tanto per dire che due pomeriggi a settimana avevo un impegno e non si poteva contare su di me. In realtà ci sono andata ogni due mesi, per un totale di cinque volte.

Ho ripiegato su una camminata veloce di mezz’ora, tutte le mattine alle otto, salvo imprevisti, naturalmente. Di conveniente c’è solo il fattore economico, che di questi tempi di “magra” non è poco.

Ed allora, mi sono chiesta… Sarà che non sono capace a dire di no?