Dopo le feste…

Come tutti gli anni, dopo l’Epifania che, per fortuna, “tutte le feste si porta via”, in questi giorni, al mio rientro da Francoforte, nonostante un raffreddore ed un terribile mal di schiena, sono stata alle prese con palline rosse, dorate, nastri d’argento, aghi di pino (ne ho trovati ovunque, persino nel frigorifero…) e pastori con le gambe all’aria.

Non parliamo poi del muschio che Amira o Martina si sono divertite ad usare come insalata per le bambole. E visto che hanno pensato bene di allestire i banchetti per le Barbie proprio nel salone, quando hanno sparecchiato, l’hanno ficcato sotto la carta che rivestiva il tavolino dove c’era il presepe.

Sì, avete capito bene, ho lavorato per smobilitare quel che restava del nostro Natale a casa: albero e presepe.

– E’ una tradizione che va rispettata – ha sempre detto mio marito ogni inizio di dicembre, –  mi ricordo ancora il Natale a casa mia con il presepe, è stato importante per le nostre figlie ed ora lo è anche per le nipotine –

Dopo lamentele sempre più deboli e a bassa voce per non passare per quella che non ha a cuore l’equilibrio psichico delle sue nipotine, mi sono arresa ed ho agito da sola perchè, chiaramente, lui ha sempre qualcos’altro di più importante da fare che stare lì ad appendere palline e resuscitare i pastori dell’ereditato presepe, anno dopo anno.

L’unica cosa che si concede è il posizionamento delle lucine. Lo faceva sempre suo padre e… le tradizioni vanno rispettate, aggiungo io.

Così, raccolta l’insalata ed aspirapolvere alla mano, ho cominciato a togliere gli aghi di pino. I Re Magi sono appena arrivati, ho pensato, lasciamo loro il tempo di godere di un attimo di visibilità.

Improvvisamente uno strano e fastidioso rumore è arrivato alle mie orecchie.

– Nooooo, l’aspirapolvere! Non può lasciarmi in questo momento… – Bloccata. Dalle spazzole facevano capolino pezzi di un Topolino che fu. Residuo abbandonato sotto il divano, probabilmente per via di una strenua lotta di potere tra Carolina e Leyla, o forse un lancio delle gemelle “Keslerr” (figlie di un mio nipote).

Nel frattempo, però, mi era passata anche la voglia di pulire. Così mi sono seduta sul divano ed ho pensato che, fin dalla più tenera età, mi è sempre piaciuto trascorrere le vacanze di Natale in famiglia, ma anche che dopo tanti anni, mi sarebbe piaciuto molto di più andarmene in giro a visitare città nuove, insomma fare un Natale diverso.

Che cavolo! Nonostante la crisi tante mie amiche vanno e vengono per il pianeta, mentre io sono rimasta quà a sfamare legioni di parenti che questo Natale ho, benevolmente, invitato da me.

Eravamo in venti intorno al tavolo al pranzo di Natale. Fratelli, cognate, figlie, nipoti, figlie di nipoti e mia madre. E non dico che non sia stato bello, per carità, ma anche faticoso, senza contare che ora nell’armadio posso vantare una decina di sciarpe in più e due creme antirughe che mi intimoriscono alla sola vista.

Dimenticavo, il disegno della nonna fatto da mia nipote Martina sotto l’albero. La creativa della famiglia, quattro anni e mezzo ed un talento innato per il disegno, ereditato indovinate un po’?

So’ soddisfazioni…

 

Lo scarto dei regali…

 

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