Buon Natale a Buon Anno

 

Un augurio di cuore a tutti gli amici del blog ed una curiosità…

Voi, quest’anno, cosa vorreste da Babbo Natale?

 

 

Lacrime (della Ministra) e sangue (nostro)

 Le nuove misure pensionistiche che preoccupano i parlamentari: dimissioni di massa entro dicembre?
 
  
 
 
 
“A sentire puzza di bruciato sono soprattutto quei 350 neoeletti che rischiano di perdere l’assegno per non aver ancora raggiunto quei 4 anni, sei mesi e un giorno di legislatura che con il sistema in corso avrebbero costituito titolo utile per il vitalizio. Regole valide, infatti, solo per l’ultimo anno di legislatura. E qui casca l’asino. Giusta o no (si contravviene alla regola sulla retroattività delle leggi) la misura andrebbe a colpire i parlamentari in carica. E molti di loro già starebbero pensando alla contromossa: dimettersi entro il 31 dicembre (indiscrezione di Sky Tg24) per evitare di incappare nel nuovo regime, decisamente sfavorevole rispetto all’attuale.
Se ai più appare inverosimile l’ipotesi delle dimissioni di massa, dall’altra c’è chi già prefigura una norma transitoria che salvi i diritti degli eletti in carica” 
 
 
Governo Monti: rigore, equità, sviluppo. Col rigore ci siamo. Ma dov’è l’equità?
Sia ben chiaro, era necessario mettere mano alle pensioni, soprattutto per le nuove generazioni.  Tuttavia si è preteso di fare in due settimane quello che per  30 anni una classe politica di lestofanti e di egoisti non ha fatto.
Ma il tempo stringe, lo spread sale, l’economia e l’Europa crollano! E allora urge una manovra “lacrime e sangue”.
Nessun taglio alle spese della politica, alle spese militari, difficoltà a reperire fondi sulla ritassazione dei capitali scudati (una Commissione della Camera sta “studiando” il caso), niente ICI per i patrimoni immobiliari della Chiesa (forse qualche altra Commissione “studierà” il caso…), difficoltà all’eliminazione delle Province (iter difficile e troppo lungo, bisognerà studiare anche quì), nessuna patrimoniale (complicato reperire le ricchezze ed i ricchi…).
Meglio saccheggiare ancora la classe media.
In questi giorni provo a seguire con animo sereno e mente sgombra da ogni pregiudizio, da cittadina preoccupata dello stato di crisi in cui versa questo Paese,  le varie fasi della manovra.  Non riesco, però, a nascondere il mio sconcerto nel vedere che poco è cambiato e che sono sempre i soliti a pagare. I soliti che fanno “cassa”. Di sviluppo, poi, ancora non si parla, si dovrà “studiare”.
Intanto aspetto. Continuo ad inseguire una pensione di vecchiaia (e non di anzianità, in quanto anni fa decisi di lasciare il mio posto di lavoro per seguire le figlie),  diritto che cambia e si allunga ogni volta che cambia il governo.
Fra poche settimane è Natale, dovremo essere tutti più buoni… ma resto dell’idea che se il “decreto salva-Italia” resta quello che è, diventa solo un “decreto salva-privilegiati”…