C’era una volta la gentilezza…

Lite per un parcheggio. Pensionato travolto ed ucciso

 

Vorrei parlare di gentilezza. Un valore a rischio rottamazione, in controtendenza. 

Un tempo molto lontano era la virtù per eccellenza. Oggi chi ce l’ha innata tende quasi a vergognarsene. Chi non l’ha mai avuta non ne sente la mancanza.

Perchè il mondo in cui viviamo ci educa alla prepotenza. Il tasso di aggressività che si respira, soprattutto nelle grandi città, e soprattutto in auto, supera di gran lunga quello delle polveri sottili.

Chi non si è mai trovato nel traffico, all’ora di punta, e non ha subìto qualche gestaccio? O, magari, fermi ad un semaforo rosso, allo scatto del verde non è stato superato immediatamente da qualcuno che gesticolando furiosamente ci ha mostrato il suo dito medio? Del resto, anche noti uomini di Stato, più e più volte ci hanno dato prova della loro “gentilezza”, e non solo.

In mezzo al traffico si diventa dei mostri. Di peggio c’è solo lo stadio. O gli studi televisivi.

Merce rara la gentilezza, come l’educazione. Quando viene usata bene e non te l’aspetti, può anche distruggerti.

Ho letto che esiste un movimento per difenderla, nato a Tokio nel 1997, tempi in cui la maleducazione non era ancora un fenomeno di massa. Esiste anche la giornata della gentilezza che si festeggia il 13 novembre e che, senza passare per smielata o buonista, sarebbe bene festeggiarla tutti i giorni per evitare che accadano cose che quotidianamente la cronaca ci riporta.

“Nessun atto di gentilezza, per quanto piccolo è vano”. (Esopo)

 

Noooooo, non ci credo…

  

 

 Anche Carolina ha sentito la notizia. L’espressione interrogativa presuppone un dubbio sulla veridicità  della stessa.

– No, amore, hai capito bene! – sussurro, catturando la sua immagine. – Anche se le bacchette magiche esistono solo nelle favole, forse da domani (e dico forse, non si può mai sapere, tesoro mio…) potremo ricominciare a sperare in un vostro futuro… –