Eureka! L’ho trovata…

Fortunatamente al nostro arrivo l’aereoporto di Catania non è chiuso anche se, sorvolando l’isola, un filo di fumo continua ad uscire dal cratere del vulcano.  Al momento il “grande vecchio” si riposa godendosi la sua pipa in tranquillità.

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Nei giorni scorsi non è proprio stato così. La cenere ed il fumo denso sprigionatisi dal cratere  hanno costretto gli addetti ai lavori a far atterrare i veivoli all’aereoporto di Palermo.

Penso che anche quest’anno, nonostante abbia messo in valigia giubbini e maglioncini, la gita sull’Etna andrà…  “in fumo”.

Il caldo torrido c’investe mentre all’uscita salutiamo Melo che ci aspetta per accompagnarci lungo il tragitto dei circa 45 chilometri che ci separano da Letojanni, meta anche quest’anno della nostra meritata vacanza.

Abbracci e saluti di rito. L’ospitalità e la disponibilità dei siciliani è rinomata.  Annuso l’aria di mare ed è come se respirassi per la prima volta l’odore di quest’isola. Ne avevo sentito tanto parlare dai nostri amici e l’entusiasmo della prima volta, l’anno scorso, ci ha riportato in questa cittadina di mare, vicino alla stupenda Taormina, che prende il nome dal fiume Leto dove, narra una leggenda, scomparve un giovane di nome Janni (diminutivo di Giovanni) causando la disperazione della sua innamorata (Cassandro docet…).

Arriviamo.  A destra, quasi a sfiorarlo, il mare. Ciottoli bianchi e l’acqua che fiaccamente li copre e li scopre con un movimento lento, dolcissimo. Alla nostra sinistra, Piazza Durante, i punti di ristoro già affollati. Vedo granite e brioches sui tavoli… E la mia dieta?

– Al diavolo! – esclama Melo. A casa c’è Concetta che ci aspetta, con la sua pasta alle melanzane, quelle fettine nere, lucide, sommerse nel pomodoro dolce… 

Sì, al diavolo la dieta, domani mattina niente fette biscottate e caffellatte, ma brioches e granita al gelso da “Zuccherino”! E così è stato, per sette giorni sette. Comunque, fosse stato per me avrei mangiato brioches a tutte le ore…  Credevo che la ricetta fosse un segreto del luogo, invece… l’ho trovata su internet e non vedo l’ora di provarla! Naturalmente insieme alla granita.

Vi racconterò come è andata…

 

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(Brioches col tuppo)

Altro che colpo di fulmine. E’ la scienza, bellezza…

La solita ricerca made in USA.  Leggevo che una psicologa americana, insieme ad alcuni collaboratori, dopo aver studiato i meccanismi dell’innamoramento, è arrivata alla conclusione che il vecchio mito del colpo di fulmine, corrisponde ad “una realtà biologica, neurologica, quindi scientifica dell’essere umano, e che la famosa freccia di Cupido è un fenomeno velocissimo. Tocca 12 distinte aree del cervello le quali, a loro volta, attivano sostanze chimiche, dall’adrenalina all’ossitocina”.

E il cuore? La psicologa continua dicendo che c’entra poco o niente, a parte un lieve aumento della pressione del sangue, dopo tutto questo ambaradam, che accelererebbe i battiti cardiaci.

Povero Cupido… Poi mi sono chiesta: magari forse il prossimo scienziato, (sicuramente americano) con la prossima ricerca, sarà in grado di spiegarci perchè quelle famose “12 aree” si attivano proprio con quell’uomo o quella donna e non con un altro/a?

E poi ancora: che garanzie abbiamo che il famoso colpo di fulmine non sia solo la sensazione di un attimo, una sensazione temporanea? Insomma un qualcosa che cosi come si è attivato in meno di un secondo, può anche spegnersi? E quì non posso fare a meno di non citare la famosa Mina che cantava: “Se telefonando io potessi dirti che il nostro amore appena nato è già finito…”

Perchè anche noi poveri normali, che abbiamo letto tanti saggi, sappiamo che tra cotta, flirt, innamoramento e amore ne passa. Quindi, cari scienziati, apprezziamo molto la vostra esigenza di voler capire, spiegare ogni più piccolo moto del cervello umano, ma per fortuna (nostra) l’amore resta un gran mistero che nemmeno Freud, tanto per citare il più famoso, è mai riuscito a svelare fino in fondo.

Anche perchè non si spiega e non si spiegherà mai perchè quell’uomo che ci sta pure antipatico, che ci complica ogni giorno la vita, che non corrisponde neanche lontanamente al “nostro” ideale maschile, perchè proprio quel diverso, lontano, incomprensibile, ci toglie il sonno, ci riempie il cervello e ci fa scattare la voglia di trascorrere la nostra vita con lui. Mentre il ragazzo perfetto, quello che, se dovessimo fare uno di quei test sul fidanzato ideale, raggiungerebbe il massimo dei voti, ci strappa solo un sorriso, e uno sbadiglio.

Poi, magari, qualcuno scoprirà che è questione di odori (già detto), somiglianze familiari (già letto). Non mi interessa: per me l’amore è magia. Incomprensibile e quindi, proprio per questo, irresistibile.

Quanto al colpo di fulmine, non so, non l’ho mai provato. Però, dopo tantissimi anni di matrimonio, mi batte ancora forte il cuore!

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