Educazione sessuale a scuola? Sì, grazie.

Mi dispiace, ma non sono proprio d’accordo con il Pontefice che, nei giorni scorsi, ha comunicato  di essere contrario all’educazione sessuale nelle scuole perché “contraria alla fede”.

Io credo che invece sia utilissima perché, se ci si affida al passa parola tra amici, come accadeva ai miei tempi (e tuttora!), siamo fritti.

In Inghilterra, dove il problema delle madri minorenni è un’emergenza sociale, si è deciso di rendere obbligatorio “l’insegnamento del sesso” già dai cinque anni. Troppo presto? Può darsi, ma muoversi per tempo, cioè prima che gli scolaretti passino dalla teoria alla pratica, potrebbe servire ad evitare guai seri.

L’Italia, invece,  è indietro anni luce. La legge che prevedeva di inserire tale tema nel programma è ferma da oltre trent’anni. Corsi e lezioni tenuti in alcuni istituti (molto pochi) sono stati finanziati con fondi propri. Ora, con i tagli all’istruzione, chi li farà più?

Finirà che continueranno a parlarne i prof di religione o biologia che ridurranno il discorso ad un fatto etico o anatomico. Niente di più.

Che poi, non è che se uno non parla di sesso ai ragazzi, loro non lo fanno. Lo fanno eccome!

Infatti, statisticamente parlando, l’età del primo rapporto sessuale è 13-14 anni. Lo fanno, ma male, cioè senza precauzioni, col rischio di beccarsi qualche malattia o, soprattutto per le femminucce, d’incappare in qualche gravidanza indesiderata.

In Italia, lo scorso anno, sono state vendute il 55% di pillole del giorno dopo, di cui la grande maggioranza, proprio ad adolescenti. Una percentuale pazzesca, dovuta all’incoscienza e all’ignoranza.

La maggior parte di questi adolescenti è favorevole a corsi di educazione sessuale in classe e sarebbe ben felice di trattare l’argomento anche in casa.

 Hanno bisogno di confrontarsi, chiarirsi le idee, sapere. E, da parte dei genitori, cercare di superare ogni ostacolo, ogni inibizione e trattare l’argomento senza i tabù della passata generazione. Anche perché, come spesso accade, questi ragazzi si arrangiano da soli: navigano in rete, sperimentano, ci sbattono il muso. E magari, si ritrovano a 13 anni con un neonato, come è accaduto recentemente ad una bambina, perché di bambina si tratta, di Bari.

Parlare di sesso a scuola non significa, come molti pensano, “liberalizzare la scopata” (scusatemi il termine, ma quando ce vo’ ce vo’), ma spiegare che fare l’amore non vuol dire solo questo, bensì iniziare a conoscere il proprio corpo, a relazionarsi con l’altro, a fare i conti con le proprie emozioni.

Una cosa che su internet non s’impara.

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21 pensieri riguardo “Educazione sessuale a scuola? Sì, grazie.

  1. Le sparate del papa lasciano il tempo che trovano, sono cicliche, si ripetono pedissequamente, ogni tanto tirano fuori l’aborto, l’educazione sessuale e bla bla bla. Basti pensare che il Polacco, nel cuore dell’Africa flagellata dall’aids ha condannato l’uso del preservativo.
    E’ una questione di marketing, un pianeta senza problemi nè tragedie immani non fa comodo alla chiesa, dati alla mano, è il disperato che si attacca alla fede.

    Ovviamente sull’educazione sessuale concordo in pieno con quanto hai scritto, sono padre di due maschi ed una femmina, ormai adulti, conosco bene le problematiche adolescenziali, vissute come genitore, in materia di sesso. Personalmente credo che il progetto da te menzionato stia nel cassetto da oltre 30 proprio perchè il Vaticano interferisce ponendo veti e lanciando strali.

    Tra il serio ed il faceto, a volte penso alla giovane Italia del dopoguerra, le donne si maritavano vergini ed i ragazzi, compiuti 18 anni, venivano portati dal padre in qualche casa chiusa perchè si svezzassero tra le amorevoli cure di mestieranti esperte e rassicuranti, senza traumi nè ansie… Tempi andati.
    Grazie per lo spazio concessomi

    TADS

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  2. L’affermazione del Papa è stata strumentalizzata o semplificata dall’informazione. Il Papa si è opposto ad un certo tipo di educazione sessuale, non all’educazione sessuale. Ho sentito un’intervista per tv ad un sacerdote che chiariva le affermazioni del Pontefice. Sarebbe assurdo che un Papa non fosse a favore dell’educazione sessuale e preferisse ci fossero ancora più ragazze-madri e tutti gli altri problemi che l’assenza di educazione sessuale porta con sè. Non si può solo spiegare ai ragazzini le cose si fanno così, ci sono questi rischi, queste precauzioni da prendere. Bisogna andare più a fondo, nell’importanza dell’atto con cui due persone si uniscono, ci vuole educazione ai sentimenti, e occorre spiegare il valore del proprio corpo e del donarsi a un’altra persona.

    Alberto

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  3. Tu pensa, cara Mary, che per quanto possa sembrare incredibile, io feci un vero e proprio corso d’educazione sessuale nel 1967 al doposcuola dell’oratorio.
    Voglio dire, organizzato dai salesiani e tenuto da un ragazzo più grande di noi di qualche anno.
    I tempi cambiano vero? Mi sa che anche in questo caso aveva ragione Giuseppe Verdi, quando disse: “torniamo all’antico, sarà un progresso!”.
    Ciao, un caro saluto.

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  4. @ Sdat, nessun turbamento ed in sette anni credo di non aver mai cancellato nessun commento dai miei post, soprattutto quelli che non erano in sintonia con il mio modo di pensare. Il mondo è bello perchè è vario!
    Dovevo solo approvarlo, come si usa con la nuova piattaforma. E poi, su questo argomento, siamo perfettamente d’accordo.
    Ciao e benvenuto.

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  5. @ Amfortas bentornato! Nelle mie giovanili frequentazioni di oratorio (preparazione alla Comunione) non ho mai avuto di queste esperienze, anzi proprio durante quegli anni ho saputo da un’amichetta (sussurrato nell’orecchio…) come nascevano i bambini. Pensa un po’ te, sei stato fortunato…

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  6. Secondo me, più che l’educazione sessuale scolastica, è la Natura, o, meglio, il demone dell’amore — che nasce e si ingrandisce in noi pure con gli esempi positivi di chi ci sta attorno — che insegna “a relazionarsi con l’altro, a fare i conti con le proprie emozioni”, come sostiene, appassionatamente, la mia solita ideale “lei”

    P E N S A R T I

    Si pensa sempre all’altro in via normale,
    . . . oppure all’altra, ovvio . . . se assente
    è questo, oppure quella, ma non vale
    la regola per me . . . Intensamente

    infatti io mi trovo a “pensarti”
    anche nel caso in cui al fianco mio
    tu stai, e io sto lieve a sfiorarti
    la mano . . . Insomma, benedetto Iddio! . . .

    possibile che tutte e due insieme
    i sentimenti viva? . . . Il pensiero
    al tempo stesso insiste e forte preme

    sopra la realtà . . . confonde il vero
    col sogno . . . e da qui carne che freme
    e mente che si scioglie come cero.

    Se l’educazione sessuale
    non dice se è bene questo o male

    da sola cui la risposta me la do:
    “splendido” . . . “eccezionale” è tutto ciò!

    (Sergio Sestolla)

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  7. Sono d’accordo con te Mary. Questo papa non mi convince,sta’ sempre a pontificare su quello che si deve e non si deve fare,sempre col ditino pronto a dire di no,a noi comuni mortali. Mentre al solito noto tanto amante del bunga bunga e di giovani fanciulle,non si è permesso di dire ancora nulla. Forse contestualizzeranno anche quelle serate…ah,cosa non si fa per un pugno di denari…Giuda docet!!!

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  8. Il Papa spara, poi qualcuno chiarisce. Basterebbe parlare subito chiaramente. D’altronde sembrava(il Papa) favorevole ad un uso del condom in determinate circostanze, poi qualcuno ha chiarito che questo uso era da intendersi quasi virtuale, in teoria sì, in pratica no.

    Non prendiamo però ad esempio l’Inghilterra. Il programma di storia non contempla più la Shoà per non offendere i musulmani inglesi che non credono allo sterminio.
    Non so se ora, dopo le proteste, abbiano rimediato.

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  9. @ Hai ragione Sergio, anche la Natura insegna, ma spesso il “demone dell’amore” se non ci fosse un po’ di teoria, prenderebbe il sopravvento, non credi?

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  10. @ Vitty, il silenzio del Vaticano sulle note vicende è davvero imperdonabile. Anche di fronte alla religione, come per la legge, non siamo tutti uguali!
    Per tornare al post, sicuramente le giovani fanciulle, facenti parte dell’harem, non hanno avuto problemi sull’apprendimento dell’educazione sessuale visto che, per alcune di loro, proprio i genitori hanno contribuito all’insegnamento…

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  11. @ Proprio così, Octy, c’è sempre dietro qualcuno che rettifica o chiarisce i pensieri del Papa. Ma sappiamo bene il motivo…
    L’Inghilterra potrebbe essere presa ad esempio per questo argomento e per qualche altro, non certamente per quello che è storia e verità.

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  12. Si può dire? Sono d’accordo col papa. Mi viene la depressione sentendo parlare di educazione sessuale. Mi pare che la sfera emotivo-sentimentale dovrebbe restare fuori dal tecnicismo, dirigismo e burocratismo dei sentimenti che avviluppa e avvilisce la nostra società. Ho fatto un corso di educazione sessuale negli anni Settanta nell’associazione cattolica e preferisco non ricordarlo. Detesto gli interventi delle lobbies presunte ispirate che pretendono di dirti perfino come pisciare in bagno, se farla lunga o se farla corta. Questo il mio modesto pensiero in merito, ciao

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  13. allora… spero di scrivere chiaro perchè sto per svenire dalla stanchezza.
    non sono d’accordo con ore di educazione sessuale a scuola perchè non solo cristiani ma anche indiani (dico indiani perchè a trieste ce ne sono molti) ebrei, musulmani potrebbero venir urtati.
    però… mi sta molto bene quel che ha trovato mia figlia dalle medie in poi, ossia nella scuola c’era una stanza, con personale qualificato (giuro non ho mai chiesto con che tipo di qualifica) sia in orario scolastico sia al pomeriggio, pronto a colloqui sull’argomento.. magari più semplici alle medie, magari alle superiori sarà stato anche su dove e come fare per la pillola del giorno dopo.
    insomma era qualcosa di individuale, tarato a seconda della persona che entrava per fare il colloquio.
    in questo modo non c’è stata educazione sessuale imposta a tutti e alla stessa maniera, ma quella stanza sempre a disposizione, anche al pomeriggio quando nessun compagno ti vede se ci entri… per parlare dei propri problemi.
    direi meglio un consultorio scolastico quindi.
    utopico? beh nella scuola di mia figlia c’era… poi con la gelmini… proprio non so

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  14. @ Capitano, ma chi erano gli educatori nell’associazione cattolica visto che preferisci non ricordare??? A parte gli scherzi, trovo invece che l’argomento debba essere trattato da personale qualificato.

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  15. @ Ivy, effettivamente penso che, vivendo ormai in una società multietnica, la materia non dovrebbe essere trattata obbligatoriamente nelle scuole. Un po’ come l’ora di religione: facoltativa.
    Come va la tua stanchezza?

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