Parola d’ordine: emergenza

L’Italia è il Paese dell’emergenza. Dopo l’emergenza incendi, l’emergenza rifiuti, l’emergenza idrica, l’emergenza petrolio, l’emergenza scuola, l’emergenza sanità, l’emergenza droga, l’emergenza lavoro, arriva l’emergenza delle emergenze: l’emergenza sicurezza.

Considero l’emergenza una condizione eccezionale, imprevista e quindi rara. Da noi, l’emergenza è diventata la normalità.  Si vede che l’emergenza rende.

Detto questo, proprio sull’ultima “emergenza”,  nessun giornale, nessun telegiornale ha dato notizia che il Senato ha approvato il “pacchetto sicurezza” con un emendamento, tra gli altri, di un certo senatore D’Alia, titolato “repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”.

Questo senatore credo non faccia neanche parte della maggioranza di governo, il che la dice lunga…

In pratica, se un qualunque cittadino dovesse invitare, attraverso un blog o altri siti sulla rete, a disobbedire o ad istigare (cioè… criticare???) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers dovranno bloccarne il blog o il sito con conseguenti pene.

Alla faccia dell’informazione e del contraddittorio!

Meditate gente, meditate…

 

 

E’ arrivata Carolina alias l'”intrusa”!

Con ben 17 giorni di ritardo e grazie alla nuova luna, la cicogna, dopo aver attraversato mari e monti e trovato poi la strada giusta, finalmente è arrivata con Carolina la notte del 20, alle 15,46. Il viaggio deve essere stato abbastanza pesante per il volatile: la bimba pesa Kg. 4100 ed è lunga 52 cm.!

Comunque tutto bene e tutto molto in fretta a dispetto della lunga attesa.

Mamma e bambina si stanno godendo la beata tranquillità, riposate e serene, per il momento, vero Vitty? Meglio approfittare ora, in ospedale, perchè poi…

Martina ha accolto la sorellina come era ben prevedibile.  Cioè, con molta meno gioia di genitori e nonni. Osservando l'”intrusa” che dormiva placida accanto alla “sua” mamma, in attesa dell’imminente poppata, ha esclamato seria seria:

– Mah… chi è la mamma di questa Calolina? – Poi è passata a carezze abbastanza pesanti, manine della piccola abbastanza “strizzate”, sguardi abbastanza gelosi e vaghezza soffusa in risposta alle nostre domande.

– Ti piace la sorellina? Guarda come è piccola. Ma lo sai che fra un po’ giocherete insieme?  –  Silenzio. L'”intrusa” non le va a genio, per il momento. Nel frattempo, lei vive da Nonna Mary ed ha pensato bene, come reazione alla nascita della sorella, di farsi venire un bel febbrone da cavallo!

Eh sì, cara Ariela, del resto mi ero proprio annoiata nell’attesa… Ci sarà un bel gran da fare. Giusto un meritato riposo per prepararsi, esattamente tra un mese, al nuovo evento.  Il quarto “fagottino rosa” avrà i natali in Germania.

Tanto la valigia è sempre lì, pronta per la partenza.

No, non chiedetemi nulla… anch’io non ci capisco più niente! Sangue freddo e pazienza… mooolta PAZIENZA…

 

 

 

 

 

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Arriva o non arriva?

Mi devo preoccupare? Questi giorni di attesa, queste notti passate con l’orecchio teso al telefono che non squilla…

Dopo il falso allarme di fine aprile, sembra che la cicogna non trovi più la strada nè la casa dove depositare il suo nuovo fagottino rosa.

– Ma allora, è nata? – Negozianti, amiche, amici di amici, parenti, persino la mia gatta sembra chiedere insistentemente:

– Ma? Allora? Non è mica uno scherzo… –

No, altro che scherzo, la pancia c’è, sempre più tesa, sempre più grossa. Roby cammina, fa le scale continuamente, solleva spesso Martina, ma… nada de nada! L’ultimo controllo risale a ieri. Tutto regolare, la bimba dorme paciosa.

Sarà per colpa del tempo? Certo maggio, il mese delle rose, ormai è ridotto a marzo pazzerello, esce il sole e prendi l’ombrello… sicuramente si sta meglio al calduccio, ma l’attesa comincia ad essere snervante, soprattutto per la mamma e… la nonna naturalmente.

Ma, non è che queste cicogne moderne hanno bisogno del navigatore????

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Grazie Raffaele

Spesso l’amico Raffaele mi segnala dei libri. Oggi, infatti, ho ricevuto una sua mail con il titolo di un romanzo che sta diventando anche un capolavoro di Spielberg.

Passerei  giornate intere dentro librerie. Il profumo della carta è qualcosa di inebriante per me e leggere che piano, piano anche i libri stanno scomparendo, mi crea malumore. Mi viene in mente, mentre scrivo queste righe, un famoso best seller “Lo choc del futuro” di Toffler , di una preveggenza straordinaria, che lessi un po’ di tempo fa.

 Quel libro raccontava la situazione in cui noi ci troviamo attualmente. A causa del bombordamento di informazioni a cui siamo sottoposti a ritmo sempre più crescente, non riusciremo ad assorbire più nulla. In poche parole, tante più informazioni riceviamo, tanto meno ne assimiliamo ritrovandoci poi confusi.

Il mondo cambia così in fretta, e in modo così drammatico, che per alcuni di noi è impossibile stare al passo. I telefoni sono diventati cellulari, che si sono trasformati in macchine fotografiche, che a loro volta si sono trasformate in videocamere e, per quanto ne so, presto diventeranno apparecchi televisivi (lo sono già? non sono molto aggiornata).

La questione non mi lasci indifferente quando sento della recente invenzione e, soprattutto, dell’immediato successo di alcuni oggetti, piccole scatole di plastica, grazie alle quali oggi si possono leggere i libri. Riescono a contenere fino a venti libri alla volta!

Molti li considerano un progresso per la diffusione della letteratura. Per me, invece, è un ulteriore colpo alla civiltà, un colpo che si abbatte proprio sulle librerie che negli ultimi anni stanno attraversando un momento difficilissimo.

Il motivo, secondo me, è semplice: da quando i giovani si sono immersi nelle gioie dei videogame hanno rinunciato a quelle che, invece, regala la parola scritta che apre la mente.

Lo ammetto, i miei sono lamenti di quella che un tempo sarebbe stata definita “donna all’antica”. Ma l’idea che veramente possa sparire per sempre la carta scritta, mi riempie di timore e tristezza.

Credo che il mondo sia un posto migliore grazie ai libri, a moltissimi libri, e mi preoccupa un Paese che, anno dopo anno, sembra tenerli sempre in minore considerazione.

Dimenticavo. Il libro consigliatomi è “Se all’inferno cantano gli uccelli”. Molto presto sarà nella mia libreria. Quella fatta di libri di carta, naturalmente…