Io e il mio cervello…

A vent’anni bisogna essere magre, magrissime ed ogni volta che ti trovi davanti alla bilancia ti senti tremare.

A trenta bisogna cominciare a far qualcosa per combattere la cellulite. Cancellare se c’è, prevenire con creme ed unguenti anche se le cosce ed i glutei sembrano lisci. A quaranta,  ci si guarda allo specchio e “quella rughina sulla fronte che ieri non c’era” comincia a preoccupare (forse perchè penso troppo…).

Avendo superato i cinquanta, speravo che la giusta ricompensa fosse poter tirare un sospiro di sollievo. Niente da fare. Dopo il metabolismo, il collagene, adesso tocca al cervello. E, in effetti, io e lui stiamo perdendo qualche colpo.

Parto dai fornelli, arrivo al frigorifero e non ricordo più cosa mi serve. Comincio a parlare del libro che sto leggendo e non mi ricordo il titolo. Ho nella testa un motivetto e non mi vengono in mente le parole.

Dicono, però, che per superare tutto questo bisognerebbe fare ginnastica mentale tutti i giorni ed il mondo è pronto a venirci incontro con tante soluzioni: libri e test, siti internet e giochi elettronici ci aiuteranno a mantenere la nostra mente sempre agile e scattante. Così ho deciso di fare un tentativo scegliendo un sito americano.

Ho cominciato ad associare correttamente forme geometriche (fa pensare più rapidamente), a risolvere moltiplicazioni in pochi secondi (ma sinceramente non so a cosa potrà servire perchè non ho mai imparato la tabellina del 9). Un fatica pazzesca!

Ma non mi sono arresa. Come per miracolo,  alla fine, ho trovato l’articolo di una giornalista esperta del problema “cervello che invecchia”.  Secondo lei, infatti, per tenere la mente attiva basterebbe usare al meglio quello che si sa già. Quindi niente sforzi esagerati o test faticosi.  La giornalista spiega che invecchiando siamo sicuramente più lenti, ma soprattutto il nostro cervello è intasato di informazioni e a volte si fa fatica a ritrovarle in quell’armadio ricolmo di esperienze, ricordi, nozioni ed emozioni che la vita ci ha fatto accumulare. Con l’età, però, diventiamo anche più abili a capire al volo il punto cruciale di un problema, ad afferrare il senso di un discorso, a trovare rapide soluzioni.

Per restare allenati e pronti, secondo l’articolo, basta poco: non impigrirsi nella routine e lasciare che il cervello continui ad imparare cose nuove,  in maniera delicata, (e non tour de force tipo fare 10 moltiplicazioni in due secondi). Quindi studiare una lingua straniera, discutere con persone che non la pensano come noi, imparare a ricamare, destreggiarsi a risolvere parole crociate o rebus.

Non solo: la mente ottiene dei benefici persino da sforzi minimi come cambiare la strada che si fa di solito, o fare la spesa in supermercati diversi. E poi ditemi che i giornali non danno mai buone notizie!

35

 

Cosa ci vedi???

E la neve che va…

Solo le foto possono dare l’idea di ciò che ho trovato a Riga… anche se, quest’anno, la neve mi perseguita…

 DSCN2622

Il fiume Daugava completamente ghiacciato…

DSCN2628

la strada percorsa tutte le mattine…

DSCN2622

DSCN2645

L’aereoporto di Riga.

Ieri mattina ha coperto tutto. Un manto bianchissimo, è stata la sorpresa affacciandomi alla finestra. Ma, essendo episodi non frequentissimi, purtroppo tutto si blocca e la sorpresa diventa fastidio ed intoppi…

Questa mattina la pioggia ha cancellato tutto.  Primavera quanto mi manchi…

Nascerà una nuova stella!

Leggevo un articolo su Noemi Letizia. La ricordate? Quella dai lunghi capelli (tinti), dal seno ritoccato, dal nasino all’insù (pare rifatto pure quello), quella che è passata per mesi alle cronache perchè diceva “papi”. Sì, quella. Otterrà ciò che voleva, il massimo delle aspirazioni: ballare in tv.

Non c’è malanimo nel mio sconcerto, non sono nè una bacchettona, nè tantomeno, una persona che censura i sogni delle ragazze, nel rimpianto di un ormai lontano primato della cultura. Lo so che poche sognano la Laurea, e meno ancora sognano il Lavoro.

Ballare in televisione vuol dire, nell’immaginario delle tante “Noemi” essere viste, essere invidiate, essere corteggiate. E guadagnare molto piroettando in bikini, non servendo, magari in un banco del supermercato. Io le capisco. Ma non le approvo, cioè non approvo proprio lei perchè, per raggiungere il suo obbiettivo , ha cercato, ottenuto ed usato un mezzo che ancora mi colpisce: lo scandalo. Per mezzo del quale ora farà un bel provino per sculettare davanti alle telecamere. E  scommetto pure che andrà bene.

Quello che più mi preoccupa è il messaggio contenuto in questa storia, come in quella di altre simili. Inutile studiare e faticare ragazzi. Inutile anche il talento. L’importante è far parlare di sè, anche male, non importa. L’importante è farsi notare.

E allora mi chiedo: è questo che vogliamo insegnare ai nostri figli? Ma, soprattutto, con l’arrivo di altri due “fagottini rosa”, Supernonnamary dovrà preoccuparsi ?