Il viaggio

Ci siamo.Tra pochi giorni chiuderò la porta di casa, salirò in macchina e percorrerò alcune centinaia di chilometri per raggiungere la mia prima nipotina. Dopo giorni e giorni faticosi e stressanti, alla sola idea non sto più nella pelle. Mi sento crescere dentro quella strana ma bellissima sensazione che mi prende ogni volta che faccio le valigie. Viaggiare è una delle cose che amo di più e questa volta c’è un piacevolissimo motivo per farlo.

Nel viaggiare non solo mi piace ammirare paesaggi nuovi, visitare città, girare per musei, stare sdraiata in riva ad un lago o al mare. Quello che più mi entusiasma e che mi fa stare bene è già il solo fatto di partire, prendere un aereo, una nave o entrare in macchina.

Il ricordo dei posti che ho visitato è più legato alla sensazione che ho provato in quei momenti che alla pura memoria visiva. Viaggiare, insomma, per me è uno stato d’animo, non solo essere in un luogo lontano da casa.

L’aeroporto, per esempio, è forse il luogo che più di altri mi dà la sensazione di essere in viaggio: i tabelloni degli arrivi e delle partenze sempre in movimento, i volti, l’abbigliamento, le enormi valigie, l’atmosfera che si respira, l’orecchio pronto a decifrare quello che annuncia l’altoparlante. Tutto questo è già vacanza per me.

E’ ancora vivo il ricordo della passata estate a Madrid. E’ trascorso già un anno. Quante cose sono cambiate da allora, e quante ne cambieranno…

La mia famiglia è cresciuta e, a breve, crescerà ancora con l’arrivo di un’altra nipotina (speriamo a tempo debito, vero Ariela?).

A distanza di un anno tante emozioni, e così in breve tempo, ti causano uno stato confusionale pazzesco!

A volte mi guardo allo specchio (anche se di questi tempi accade di rado) e mi chiedo: "Possibile già nonna?" Com’è una nonna? Qual è il suo ruolo? E’ come una mamma più vecchia? O qualcosa di più? Deve continuare ad esprimere qualsiasi sentimento? O deve sempre stare al suo posto?

Troppo presto per dirlo.

L’unico, forte desiderio che sento in questo momento è quello di partire, correre da mia figlia e stringere tra le braccia il "fagottino rosa"…

 

 

7 pensieri riguardo “Il viaggio

  1. Ecco,penso che l’istinto di correre da tua figlia e stringere al petto quel “fagottino rosa”,sia la risposta più giusta alle tue domande!!Non credo ci sia una regola o un decalogo che insegni come comportarsi da nonna. Ognuno seguirà la propria natura,se sarà curiosa resterà curiosa,se amerà viaggiare,viaggerà….e così via. Questa piccolina e quella in arrivo,non porteranno via niente del tuo modo di fare,ma l’arricchiranno e daranno un senso sempre più grande alla tua esistenza,riempiendoti d’amore!!! Buon viaggio e buone vacanze Mary,e tanti,tanti baci alla piccola Amira dalla zia virtuale,Vitty!

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  2. buon viaggio e buon arrivo,Mary. Forse una nonna più istintivamente sa essere nonna, capire e sentire i nuovi e vecchi rapporti.Forse più arduo per un nonno. Vale per me, che , ogni giorno che passa mi accorgo di aver capito poco o niente dell’essere padre. Ora, con quattro figli e quattro nipoti -nipotini (tre maschi e una …piccolina che ti ruba il sorriso dal più scuro profondo)capisco ancor meno l’essere nonno. In compenso, come in un film a ritroso vedo quanto ho perso della presenza dei miei figli, sacrificata per il lavoro, per mille impegni, per tante distrazioni…Il treno corre veloce, ogni scelta è comunque preziosa.Anch’io sono sempre in partenza. Mary, mentre ti prepari all’arrivo abbracciando il fagottino rosa, conquista ogni attimo per te e per i figli…e per i loro figli.

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  3. Ciao, lieto di averti risentito sul mio blog. Non riesco a leggere questo post perché firefox me lo dà bianco. Vedo che quello di sotto si riferisce probabilmente a quella figlia di cui avevi già parlato in passato parlando di uccellini che spiccano il volo dal nido. Un caro saluto.

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  4. Queste righe bianche sono apparse quando ho cambiato “vestito” al mio blog. Ma perchè solo con questo post? Ancora ci capisco poco con la nuova piattaforma…
    Vorrei modificare delle cose, ma non riesco ancora.

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