Ancora sulle Ferrovie…

Questa mattina, dopo una lunga attesa, prendo al volo il treno che porta in città. La solita voce metallica annuncia, scusandosi con i viaggiatori, che il treno “viaggia con 30 minuti di ritardo…”
Distrattamente leggo qualche articolo di giornale. L’occhio, guarda caso, cade su di un titolo: “Treni, altra stangata + 10% sui biglietti”

Già, da ottobre ri-aumentano i biglietti ferroviari. So che in Inghilterra c’è un treno che collega Londra-Parigi in due ore.
Noi abbiamo dei treni che impiegano circa 1 ora e mezza per 40 chilometri.
Le Ferrovie chiedono soldi al Governo perchè c’è il rischio di chiudere i cantieri. E anche le Ferrovie.
Ho già scritto in proposito. I punti neri sono soprattutto le tratte regionali, quelle dei pendolari, insomma. Le più vecchie, quelle con materiale che risale alle guerre puniche e che nessuno vuole perchè, si dice, non portano denaro.
Ma quella di oggi è la mia testimonianza sui bagni degli interregionali.
Entri e la porta sta chiusa puntando un piede. Occorre fare in fretta per evitare di essere scaraventati contro il finestrino dal solito Hulk di turno che apre con “delicatezza” la porta.
Il coperchio del water è quasi sempre rotto, oppure semovente, basta un nonnulla e ti viene addosso.
Serve un miracolo poi per scaricare l’acqua dopo aver fatto pipì, e se l’acqua arriva ha un getto che inonda l’abitacolo.
Lavatevi le mani: in questi baby.lavandini, un tempo di color bianco, ora di un giallo tabacco, l’acqua arriva a gocce. Meglio così. Perchè dove arriva si ha la sensazione di immergere le mani in un non meglio identificato “intruglio”.
Chiudiamo con i bagni. Il resto dell’arredamento non merita menzione: vetri rubati al castello delle streghe del luna park, tanto sono deformanti, sedili un tempo verdi o blu? ora color grigio topo di fogna.
La prossima volta scriverò delle pulizie.
Uno davanti con un sacco che trascina per il corridoio ed uno dietro, con la scopa, che fa il solo sforzo di tenerla in mano!

… E un giorno quando stanco lui sarà
d’intravedere valli, case, strade,
in un binario morto arriverà,
chè tutto a questo mondo passa e scade…”

Scusa Cassandro, ma ti è mai capitato di prenderne uno???

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Quell’amore…..

Ho cercato tra le poste, che ho sparse per l’ufficio, l’e-mail che mi hai detto aver inviato, ma la ricerca non ha avuto esito positivo, per cui sono andato a cercarla direttamente nel tuo blog.
Devo dire che mi sono commosso quando, tra le righe, parli di me e della nostra vita, che è stata e che è oggi e, sicuramente, sarà domani, ma soprattutto mi ha colpito il tuo pensiero per l’amore in senso generale, quell’amore che tutti danno per scontato, ma che in realtà, a volte, si è spento o non esiste più.
Sono contento che tu dica che noi stiamo insieme, vicini, sì, forse un po’ distanti, ma solo poco.
Anche se ieri ti ho detto solo auguri per la tua festa, oggi li rinnovo e forse avranno un altro senso scritti attraverso una lettera.
A ricordo dell’amore e della sua importanza.
Tuo…..

Una lettera d’amore

Se non ci fossi tu, amore, la mia vita avrebbe tutt’altro sapore. Sarebbe più noiosa e inconcludente.
Se non ci fossi tu, i miei giorni sarebbero tutti uguali ed i minuti sempre gli stessi. Se non ci fossi tu.
Eppure io, a distanza di tanto tempo, non so dirti se quello che provo sia vero amore, quello con la A maiuscola, quello che accelera i battiti del cuore, smorza il fiato, quello che fa tremare le gambe per l’emozione.
A distanza di tanto tempo non so nemmeno dirti cosa farei senza di te.
Non so se potrei dirti, come solo gli innamorati persi sanno dire, che non riuscirei a vivere senza di te, lontana da te.
Mi dispiace.
Da quando ci sei tu ho scoperto la gioia dello stare insieme, l’importanza del condividere tutto, gioie e dolori e solitudini.
Ma soprattutto, da quando ci sei tu, il futuro fa rima con il presente e poco importa cosa accadrà domani.
Tu ed io, insieme. Vicini, un po’ distanti. Ma solo poco.

Domani è un giorno importante per me. E’ il giorno del mio compleanno. Ma è anche la festa degli innamorati. Una lettera d’amore fa bene al cuore, a chiunque la si scriva: al tuo compagno, ad una sorella, ad una figlia, ad un’amica.
Una lettera d’amore la leggi, la rileggi, la pieghi e la riapri per sentire il tuo cuore battere un po’ più forte.
Su quel pezzo di carta piegato scorrono momenti di vita molto intimi.
E poi, una lettera d’amore ci vuole, perchè abituati come siamo ad inviare telegrafici sms, chi la scrive più…
Eppure una lettera d’amore, in questa società che l’amore sembra averlo perduto e dimenticato per strada, ci vorrebbe, eccome!
Per ricordare che la vita senza l’amore non è solo triste. E’ inutile.

Pensieri… pensieri…

Noi diventiamo, nel corso della nostra vita, tante persone differenti.
Questo è piuttosto difficile da accettare. Noi vorremmo essere sempre noi, quelli che conosciamo, che sappiamo maneggiare, quelli con cui abbiamo avuto a che fare in infine prove e, dunque, quelli su cui possiamo contare.
A volte mi sorprendo a pensare: “io non sono più io”.
Ed è vero.
Nel corso della vita sono stata tante persone diverse. Una figlia incompresa, un studentessa modello, un’impiegata perfetta e stimata, una madre sensibile e premurosa, una moglie appassionata e fedele.
Ma dov’è ora la passione? Quella specie di burrone dentro cui si guarda atterriti ed affascinati?
Abbiamo bisogno della passione per vivere. Ma lo sappiamo già da soli che non dura.
La passione diventa amore coniugale e intanto dorme sepolta dentro i doveri, le responsabilità, le gioie della famiglia e le sue pene.
E a un certo punto, di solito quando i figli crescono, ci mangia all’improvviso, nutrita dal sentimento del tempo che fugge.
Non saremo mai più giovani, saremo altri…