Leggere è faticoso

Lavorare stanca, scriveva Pavese. A quanto pare, anche leggere.
Se chiedi ad un ragazzo o ad un adulto perchè non ama leggere, risponderà che è “faticoso”. La lettura, da noi, purtroppo non è sentita come qualcosa di piacevole. Come se avessimo delegato alla TV il compito di trasportarci in serate fatte di reality, missitalie, talk-show inchiesta.
Per capire che popolo di lettori siamo, si può citare il trasporto pubblico: l’nglese usa i mezzi e legge in metropolitana. L’italiano si presenta, invece, come animale automobilistico attaccato al cellulare.
La colpa si dà alla scuola, alle biblioteche poco efficienti, al prezzo dei libri. Ma allora, perchè crescono i festival dedicati ai libri, c’è il tutto esaurito per Baricco o per la scrittrice africana?
L’aumento, rispetto al 2000 si spiega anche col boom dei libri venduti in edicola, e già frutto di una scelta, quella di un giornale. Perchè il punto è questo: la “fatica” o il “piacere” è anche scegliere cosa leggere, che non è come fare zapping la sera con il telecomando.

Quella strana inquietudine…

Quando ero poco più che una ragazza e pensavo a come sarei stata da grande, mi immaginavo un quadro idilliaco.
Mi vedevo in una grande casa, un giardino pieno di fiori, la sottoscritta che piantava rose con un compagno affettuoso, una numerosa famiglia, e poi i nipoti, un cane, un gatto, pochi amici fedeli, il fuoco scoppiettante nel camino.
Parte di quei sogni, dopo molti sacrifici, si è avverata. Una famiglia c’è, magari un po’ “sparpagliata”. La casa ed il giardino pieno di fiori anche, sebbene il tempo di piantare rose sia proprio poco. Ho due gatti che spesso trascuro perchè la fretta governa le mie giornate, il camino d’inverno è acceso e riempie il silenzio delle serate operose. Però… però spesso mi sento moderatamente infelice.
Allora mi chiedo: è solo male di vivere, è nella mia natura e non c’è niente da fare?
Perchè una volta non mi ponevo mai il problema? Il tempo per pensare, fortunatamente, scarseggia ora come prima. E allora che mi succede?
Forse è l’avere scoperto che la fantasia, le rose, la grande casa, gli amici appartengono al mondo delle immagini: sono lo spot di una pasta, la pubblicità di un liquore o di un biscotto. Non sono la realtà. Non sono la realtà di nessuno.
Conosco signore che vivono in grandi case in meravigliose campagne, con intorno roseti e tanti figli e nipoti e fratelli. E provano le mie stesse inquietudini. Perchè l’essere inquieti appartiene all’animo umano.
“Caelum non animum mutant qui per mare transcurrunt”, scriveva Orazio. Che significa: si soffre ugualmente sotto cieli diversi.
Forse si deve accettare la propria inquietudine come si accetta il tempo che passa. E coltivare la propria energia e quelle passioni che l’educazione e gli affetti ci hanno impedito di far crescere fino ad ora.
E se mollassi tutto per un lungo viaggio? Via dalle responsabilità, dai doveri?
Forse vivrei la mia vita e non quella degli altri…

La guerra santa

L’odio politico e religioso ammorba il mondo.
Nella storia dell’umanità non è la prima volta che accade, ma fa effetto.
Finite le ideologie, ci si mette in bocca Dio e si tira in ballo la religione per farsi la guerra.
Per chi crede, verrebbe da dire: è l’Apocalisse, l’Anticristo che domina la scena. Per chi non crede, ci vuole molta razionalità per capire ciò che sconvolge il mondo. Non è facile.
Da una parte l’Occidente, Bush & co. impegnati in una continua crociata: ieri l’Iraq (dove le armi di distruzione di massa non c’erano), domani l’Iran. Dall’altra parte l’Islam fanatico dei fondamentalisti del Corano, convinti di dover colonizzare il mondo con le loro moschee.
Papa Benedetto XVI è stato preso in mezzo al fuoco di questa guerra planetaria, tra crociati del petrolio ed i “fascisti islamici”, come sono stati definiti.
L’altro giorno è stata uccisa brutalmente una suora a Mogadiscio, ieri un diplomatico della Ue. Forse perchè, si dice, il Papa ha offeso con alcune dichiarazioni storiche la religione islamica.
Domenica, all’Angelus, il Papa si è rammaricato per ciò che è stato frainteso, auspicando ad un “dialogo franco e sincero nel rispetto reciproco”.
L’Angelus metterà fine a queste polemiche?
Qualcuno ha dichiarato che Papa Ratzinger avrebbe dovuto essere più prudente. Ma come può un Papa rinunciare a dire che la “guerra santa è contro Dio”?

Stress da rientro…

Ho dato uno sguardo al primo novembre: capita di mercoledì, quindi ci scordiamo il “pontone”, a meno che non si abbia una cospicua riserva di ferie a cui attingere.
Con l’8 dicembre, senza tanti voli pindarici, se ne può prenotare uno, magari low cost: cade di venerdì ed un week-end lungo in qualche capitale europea può alleggerire dalla routine. Già, i milanesi sono più fortunati con il Santo (Ambrogio) che li miracola di un giorno.
Per il resto dei mortali, invece, si comincia a ragionare pensando al Natale. Con tre giorni se ne spuntano otto.
Concentrandomi ancora sul calendario ho visto che la Befana quest’anno ha scelto il turno di sabato. Si vede che siamo stati cattivi!
Sarà lo stress da rientro?
Gli esperti dicono che per superare la “sindrome” bisogna mettersi a progettare, buttando in là un occhio su quello che verrà. Immaginando il piacere delle vacanze future e consolandosi con il ricordo di quelle appena trascorse.
Gli esperti suggeriscono anche qualche rinuncia. Magari un po’ di minuti di lettone per una colazione a tavola e non in piedi, davanti al lavello, trangugiando il caffè macchiato perchè nero scotta troppo!
Ritagliarsi uno spazio tutto nostro ed usarlo per camminare all’aria aperta, almeno una decina di minuti.
E se il “capo” ti pressa ed i colleghi ti sembrano più antipatici del solito, adottare la tecnica dell'”uovo azzurro”.
Che cos’è? Bisogna cominciare a guardare tutto quello che ci circonda (persone, oggetti, ambienti) come se fosse avvolto da una pellicola blu chiaro, a forma di ovetto.
Certo sono proprio in gamba questi esperti! Forse vivono su un altro pianeta o sull’isola che non c’è.
Intanto io continuo a guardare il calendario…

Da Repubblica, lunedì 28 agosto 2006

Il nuovo antisemitismo che si aggira per l’Europa

“… dopo cinquant’anni di sonno, l’antisemitismo europeo stava risvegliandosi. In giornali e libri, altri dissero la stessa cosa. Purtroppo siamo stati eccellenti profeti. In questi quattro anni, l’antisemitismo europeo si è moltiplicato, allargato, approfondito. Ora è odio, che consciamente o inconsciamente desidera l’esplosione.
Molti credono che i malvagi della terra non siano i russi, i cinesi, i terroristi arabi, e nemmeno gli americani “con le mani sporche di sangue”.
I malvagi sono soltanto loro: gli israeliani, gli ebrei.
….. che l’esercito israeliano non avanzasse con la velocità consueta, che cento soldati israeliani morissero, e soprattutto che i lucidi ed elegantissimi missili di Hezbollah colpissero Haifa, suscitava nelle prose dei nostri giornalisti un buon umore inconsueto.
… In Europa sono esistiti quattro diversi antisemitismi. Il primo è quello cristiano: già presente nell’Apocalisse e violentissimo nei secoli successivi. Il secondo è quello borghese, nato quando si aprirono i ghetti e gli ebrei diventarono tedeschi, russi, francesi, italiani, avvocati, scienziati, banchieri, scrittori, giornalisti, psicologi, spesso più intelligenti dei rivali cattolici. Il terzo è l’antisemitismo di sinistra, patrocinato da Karl Marx, in un mediocre saggio sulla questione ebraica. Il quarto è quello nazista.
Oggi, in Europa, i quattro antisemitismi sono vivi e vivaci.
… Quando un giornalista chiese a Bossi quali fossero le cause delle sventure del mondo, egli rispose (come Hitler) che tutti i mali derivavano dai banchieri ebrei di New York, i quali cercavano di corrompere con le droghe…
Quanto agli antisemiti di sinistra, sono talmente tanti che non oso nemmeno nominarli….
Anche coloro che non sono apertamente antisemiti considerano Israele una grandissima seccatura, che turba la tranquillità dei loro sonni. Se una notte, possibilmente di sabato, una misteriosa bomba atomica facesse scomparire tutto Israele, fino ai bambini di due giorni, sarebbe per loro una liberazione piacevolissima. Così gli europei potrebbero riprendere indisturbati le vacanze del fine settimana.
… Un’accusa che gli europei rivolgono agli israeliani è di credersi ancora il popolo eletto. Niente è più falso. Tranne un gruppo di estremisti, mai Israele è stato così inquieto, incerto, perplesso. E non ha perduto la curiosità ed il piacere ebraici di osservare, comprendere, guardare gli altri e diventare gli altri, di trasformarsi, e contemplare il mondo con occhi sempre diversi.
… Negli ultimi trent’anni l’antisemitismo islamico tradizionale si è combinato mostruosamente con orrori di ogni fonte, specialmente nazista: i protocolli dei savi di Sion, i kamikaze giapponesi, attentati, slogan, calunnie, invenzioni. Come uno storico antico, Apione, la moglie di Arafat raccontava che nelle sinagoghe gli ebrei compivano sacrifici rituali con bambini, ingrassati come Pollicino. Non soltanto le idiozie, ma anche le menzogne attraversano immortali i secoli…
Malgrado l’ostilità e l’indifferenza degli europei, non credo che Israele scomparirà mai dalla terra. Scompariranno molto prima Osama bin Laden, il presidente dell’Iran, gli allievi di un criminale come Khomeini, il capo di Hezbollah e gli antisemiti di Europa, a qualsiasi specie appartengano.
Gli ebrei hanno un dono, che noi cattolici non possediamo, o possediamo in modi diversi. Con passione e avidità amano il mondo: il “rosso” e il “blu”, il “fico” e la “vigna”, i viaggi, i libri da leggere e scrivere, i commerci, le ricchezze; eppure non appartengono completamente alla terra. Con una parte di sè vivono altrove, dove vaga la Shekinah, il volto femminile di Dio, ora emanando una pallida luce lunare, ora intonando una musica sempre più cristallina, squillante e trionfale”.
(Pietro Citati)

Ho evidenziato l’ultima parte dell’articolo perchè trovo che sia di una dolcezza e di una verità sorprendenti. Ho voluto riportarlo perchè so che, nonostante l’assenza, lei è sempre tra noi, comunque…

Si torna alla normalità

Già, a settembre si torna a lavorare, e si torna alla normalità, se Dio vuole. Questa Italia esce abbastanza scossa da un periodo anomalo.
Persone di scarsa sensibilità ci dicevano di considerare le persone che ci governavano come persone normali.
Ma si poteva considerare normale un presidente del Consiglio che proponeva, quale ministro della Giustizia, un personaggio condannato in seguito perchè corrompeva i giudici? Si poteva considerare normale un governo che faceva proporre disegni di legge all’avvocato difensore del Presidente del Consiglio? Ora queste decennio anomalo sembra chiuso, speriamo per sempre.
Si ridiventa un Paese normale.
Abbiamo un primo ministro che, per hobby, va in bicicletta e aspira a rimettere in sesto la cosa pubblica, piuttosto che sfuggire ai processi.
Abbiamo un ministro dell’economia che ha sempre fatto il banchiere, ed aspira a mettere in ordine i conti dello Stato piuttosto che vedere il suo nome sui titoli dei giornali.
Dovremo pagare tasse più pesanti? Può darsi: i conti non si rimettono in sesto con la bacchetta magica. Sembra che il debito pubblico non sia mai stato così alto. Ma gli italiani credo siano disposti a pagare qualche euro in più se viene richiesto. Piano, piano l’Italia deve mettersi in linea.
E’ finito il tempo delle barzellette, dei giochi di prestigio. Bisogna dimostrare all’Europa che siamo gente seria.
Purtroppo rientrano nella normalità della politica italiana le polemiche, i giochi dietro le quinte, ma in autunno verranno le grandi prove.
Speriamo che prevalga il buonsenso.
Ci riusciremo?