Tempi duri per le romantiche del XX secolo

Spesso mi chiedo che fine abbia fatto la cavalleria. Se non è morta è in prognosi riservata.
Sento già nelle orecchie la classica frase: “Avete voluto la parità dei sessi”? Già… ma in fondo siamo sempre donne ed un po’ di galanteria non guasta. Ma niente da fare.
Le mie amiche si lamentano che l’ultimo uomo che ha versato loro del vino, una sera in un ristorante, era un cameriere. L’unico che apre loro la porta è l’autista della circolare e che il solo ricordo di qualcuno che sposta la sedia per farle sedere è un compagno delle scuole medie, che voleva farle cadere.
Ammesso, tra l’altro, che trovi uno che ti aiuti ad indossare la giacca, che ti preceda entrando nei locali e ti segua quando ne esci.
Non gli puoi più nemmeno dare del Cavaliere, perchè potrebbe fraintendere…
Quando ti ritrovi poi a passare una serata con le amiche, l’unico uomo che gira per i tavoli, portando dei fiori, è il pakistano che tenta di venderti le rose e tu, intenerita, le compri.
Ed alla fine, gli unici fiori, a parte te naturalmente, che illuminano la tua casa, li hai pure dovuti comprare…
Tempi duri per noi romantiche del XX secolo!

LORETO

E’ un pappagallo vecchio. In una zampa
cià intorno un cerchio che c’è scritto l’anno:
milleottocentotre. Dunque saranno
cent’anni e più che campa!
Però nun c’è mai caso che me dica
na’ parola o un nome
che me l’accerti o me dimostri come
se sia trovato co’ la gente antica.
Cià solo l’abbitudine
che quanno j’arigalo un biscottino
me dice: grazzie, eppoi me fa l’inchino
quasi pe’ dimostrà la gratitudine…
E questo abbasta pe’ capì ch’è nato
ner secolo passato.

(Trilussa)

Bei tempi….

Delusione…

No, non sono affatto contenta dei risultati.
Questa campagna elettorale ci ha sfiancati. Un popolo diviso a metà, un partito “vittorioso” solo per una piccola manciata di voti.
Cosa resterà dei primi anni Duemila?
Ha un senso che in una nazione ciascuno pensi per sè e per gli altri ad un futuro diverso, ad un’altra possibilità?
Sento che una straordinaria inquietudine attraversa il Paese.
Le istituzioni vacillano ovunque. E questo popolo di “pecoroni”, di cui facciamo purtroppo parte, per l’ennesima volta non ha saputo scegliere in modo definitivo. Per paura. Paura di perdere la propria libertà, senza rendersi conto di aver perso da tempo la propria dignità.
Il caimano avrà sicuramente meno occasioni per apparire.
Magra consolazione, non si potrà più ridere delle sue gaffes.
“Molti nemici, molto onore”, ma è su questo motto un po’ delirante che ha perso le penne. Poca cosa, rispetto a quello che ha guadagnato economicamente facendo politica.
Con le sue televisioni, i suoi reality, il suoi Grandi fratelli, le sue veline, i suoi servitori ha contribuito al declino della nazione, declino culturale, civile, economico.
Temo per le generazioni future, i nostri figli che ultimamente si aggrappano al delizioso Notte prima degli esami, si fiondano ai concerti di Renato Zero, cantano con Caterina Caselli “Arrivederci amore ciao, le nubi sono già più in là…”
Cercano il classico, dal liceo all’impermeabile, e temono il nuovo.
Il terzo millennio, con il suo carico di speranze, ci sgomenta.

Vorrei vivere in un Paese diverso.

Rapporti conflittuali

Quante sono le madri che possono affermare di avere, con la figlia “femmina” un rapporto disteso e gioioso?
Personalmente ho l’impressione che il rapporto tra madre e figlia sia quasi sempre dolente e conflittuale, ancora di più se l’attaccamento reciproco è fortissimo. E non va meglio se la figlia è cresciuta… anzi, a volte, si acutizza.
Ci sono madri che gestiscono meglio questo rapporto difficile, altre che si tormentano. Sempre in bilico tra volontà di potenza e senso d’impotenza, tra l’irritazione per comportamenti o modi d’essere che disapprovano ed il rimorso per la disapprovazione manifestata, tra uno slancio di tenero amore materno ed un attacco di rabbia.
Le cause sono quasi sempre irrazionali.
A volte si innesca, per futili ragioni, un piccolo corto circuito che crea tensioni dolorose, senza che ve ne sia una ragione plausibile.
Come se madre e figlia, che con amici e conoscenti, ciascuna a modo suo, sanno dare il meglio di sè, insieme tirassero fuori il peggio dell’altra.
Forse è vero che la figlia femmina, fin dall’adolescenza tende ad accusare la madre di tutte le sue frustrazioni, dei suoi insuccessi, veri o immaginari che siano. Ma è vero anche che l’una vede riflesso nell’altra il suo passato, e l’altra il suo futuro.
La madre si angoscia se vede la figlia ripetere i propri errori o tradire le proprie aspettative. La figlia, se ha un’immagine molto positiva della madre, ha il terrore di non riuscire a diventare come lei.
Certo queste crisi “esistenziali” delle figlie femmine rendono spesso insonni le notti delle madri, creando uno stato d’inquietudine incontrollabile.
E spesso mi chiedo come sarebbe stato con dei figli maschi, considerato che io di femmine ne ho due!!

Notizie di questi giorni

Gli avvenimenti di questi ultimi giorni lasciano dell’amaro in bocca. Non si può fare a meno di commentare. Nella mente mille dubbi e mille domande. Che senso ha la vita?

Tommy
Esiste una pena commisurata all’orrore di questo crimine?
Gli assassini del piccolo Tommaso, un bambino di appena un anno e mezzo, malato, in lacrime, terrorizzato per essere stato strappato alla mamma, hanno infranto ogni canone di umana convivenza con una brutalità senza precedenti.
“Un orrore che mozza il fiato”.

Ultima sfida in TV (rispettando la par condicio…)

Professore: “Ricco è uno che abbia parecchi milioni di euro. Poi è ricco colui che è sereno, è felice”.
Va bene Professore, ma manca la categoria più invidiabile: quelli sereni e felici perchè sono ricchi!

Presidente: “Non accetto mi si dia dell’ubriaco, ubriaco sarà lei! Vespa, moderi!”
Presidente, ma gli ubriachi sono di sinistra?

Professore: “Non insulto. Cito Shaw che diceva che ci si aggrappa ai numeri come gli ubriachi si aggrappano ai lampioni, per sostenersi e non per farsi illuminare. Non tasseremo BOT e CCT, tasseremo solo le plusvalenze”.
Ok Professore, ma cosa sono di preciso le plusvalenze? Forse andava spiegato agli italiani in due parole ed in meno di un minuto…

Presidente: “Toglieremo l’ICI”.
Presidente, questo sì che è uno scoop! Fa parte del “bagaglio” di promesse?

No, non posso proprio fare a meno di dedicare a questi illustri parlamentari una poesia di Trilussa, soprattutto per ringraziarli di averci dato modo di capire cosa veramente cambierà nel nostro Paese!

ER BUFFONE

Anticamente, quando li regnanti
ciavevano er Buffone incaricato
de falli ride – come adesso cianno
li ministri de Stato
che li fanno sta’ seri, che li fanno –
puro el Leone, Re de la Foresta,
se messe in testa de volè er Buffone.
Tutte le bestie agnedero ar concorso;
l’Orso je fece un ballo,
er Pappagallo spiferò un discorso,

e la Scimmia, la Pecora, er Cavallo…
Ogni animale, insomma, je faceva
tutto quer che poteva
pe’ fallo ride e guadambiasse er posto:
però el Leone, tosto,
restava indifferente: nu’ rideva.

Finchè, scocciato, disse chiaramente:
– Lassamo annà: nun è pe’ cattiveria,
ma l’omo solo è bono a fa’ er buffone:
nojantri nun ciavemo vocazzione,
nojantri semo gente troppo seria!

(Trilussa)

Meditate gente, meditate…