Vivere con passione

Il giorno di Natale, passato in famiglia, in casa di mio fratello, tra una fetta di panettone ed un brindisi di auguri, non so come siamo finiti a parlare di senso del dovere, responsabilità, consapevolezza.
Lo ammetto, la conversazione si prospettava pesante. Eppure ci sentivamo coinvolti. Ed infatti, siamo finiti a parlare delle nostre esperienze: chi delle giornate pesanti appena passate, chi del periodo non facile, chi della sua vita dedicata più agli altri e meno a sè.
Dovere, responsabilità e consapevolezza ci rendevano a poco a poco seri e stanchi.
Chiaramente nessuno di noi, fratelli, cognate, nipoti, mamme, si sottraeva a tutto ciò, ma nessuno ne parlava con allegria.
E mentre parlavamo pensavo alla mia amica, al suo ottimismo ed alla sua passione nell’affrontare, dopo anni di fatiche, problemi economici, solitudini, paure, delusioni, una nuova vita. Una passione che non ha mai conosciuto quella stanchezza che annebbia il cervello.
Sì, la sua passione ha sempre dato un senso alla sua vita.
E pensando a lei, realizzavo con nostalgia, che solo chi vive con passione non avverte la responsabilità, il senso del dovere, la consapevolezza come un peso.
Eppure ognuno di noi era pronto a giurare di aver provato, almeno una volta, una passione travolgente. Per amore, per un nuovo lavoro, per un sogno nel cassetto. Anche noi ci siamo trovati a conoscere la forza della passione: a volte basterebbe solo togliere quella patina di polvere per farla tornare a brillare…

Passo il testimone…

L’amica del blog Piz mi ha coinvolta in un giochino, suggerito da un altro blogger.
Ho sempre pensato di non essere una persona strana, ma ognuno di noi, forse con il passare degli anni e con le esperienze che la vita ci offre tutti i giorni, qualche piccola “stranezza” può permettersela.
Quindi, le mie 5 stranezze possono essere:

1) usare il computer come mezzo di scambio di opinioni, sensazioni ed emozioni (cosa che non avrei mai fatto a vent’anni!)

2)…..

3)…..

4)…..

5)…..

Non riesco a scrivere altre stranezze. Boh!!! Forse bisognerebbe chiederlo a LUI o a LORO!!!

Comunque passo il testimone a chi, passando di quà, vorrà afferrarlo.

La mia amica Lory

Il suo sogno si è realizzato, il mio è svanito.
Spesso ho pensato a noi due un po’ avanti negli anni: cinema, teatro, mostre, the e pasticcini, chiacchierate mature, nipotini da accudire e risate, e segreti sussurrati, e ricordi e nostalgie…
Ma lei sta per lasciare la sua casa, il suo quartiere, che è stato anche il mio, per trasferirsi in un’altra cittadina ed iniziare una nuova vita, una nuova attività insieme al suo compagno.
La spalla su cui poggiare i miei ed i suoi sfoghi diventerà una cornetta del telefono o un freddo cellulare.
Del resto, qualche tempo fa, le ricordai in un sonetto dedicatole per il suo compleanno, che la vita inizia a cinquant’anni e lei mi ha dato retta.
Ma il distacco è doloroso e sapere che quando mi affaccerò a quella finestra, con il naso in su verso la sua, lei sarà da un’altra parte, lontano, mi fa stare male.
Sono stata a salutarla. Abbiamo parlato per ore, senza accorgersi del tempo.
I figli, gli amori, i problemi, riconoscere in noi questo senso atavico del dovere che ci portiamo dentro dall’infanzia, vissuta insieme quasi in simbiosi, con le stesse esperienze e le stesse malinconie.
Con un senso di ribellione represso perchè… perchè noi siamo fatte così, siamo “quelle che non chiedono mai”, ora come allora.
“Ti troverai bene e tutto andrà a gonfie vele” è stato il mio augurio.
Buona fortuna amica mia.

A mia madre


Qualche domenica fa abbiamo festeggiato il compleanno di mia madre: 80 anni, portati con discreta salute.
La sua schiena inizia a curvarsi un pochino, il suo incedere lento e tentennante mi fa ricordare quando, bambina, provavo tenerezza per le persone anziane. Ed è tenerezza quella che ultimamente provo per lei.
Non so se sono cambiati i suoi sentimenti verso di me.
Non ci siamo mai capite ed il mio spirito libero e ribelle male si coniugava con il suo carattere passivo e solitario.
Non ricordo di essere mai stata baciata, non ricordo abbracci nè lodi.
Spesso l’ho sfuggita, preferendo gli occhi di mia nonna ai suoi.
“Mamma non ha gli occhi buoni come te, nonna…”
Ci sono tanti modi per amare, non ho mai compreso il suo verso di me.
Buon compleanno mamma. La tua commozione nel soffiare sulle candeline, mi ha fatto capire che nessuno mai ti ha insegnato che un bacio o una carezza sono vitali per la crescita di un figlio.
Ma non è mai troppo tardi…