Ricordi lontani

Eravamo tutte e tre nel lettone una mattina. Roby, la più piccola, da sotto le coperte, con occhi raggianti, mi guarda e mi dichiara: Come sei sexy, poi in un soffio aggiunge: Mamma.
Giulia, la più grande, spalanca gli occhi, ammonisce la sorella: Ma che dici!
Sentirselo dire da un corteggiatore non so che effetto abbia fatto, forse avrei riso, forse mi sarei sentita presa in giro. Ma a sbilanciarsi così era una bambina di tre anni, ed il risultato fu solo uno: un ingolfamento nel cuore di tenerezza e allegria. L’ha capito subito, con quel “ma che dici!” della sorella maggiore di averla detta enorme, perchè ha subito chiesto: Cosa vuol dire sexy?
Come glielo spiego? Ricordo che me la cavai con un vago: Molto carina, che piace tanto.
Risultato: ha rincarato la dose dicendo: Verameeente! Allora sei mooolto sexy. Mamma.
Me le sono mangiate di baci, e poi ridendo via, io al lavoro e loro a scuola.
Ricordo di essermi sentita piena di quella leggerezza che solo i bambini sanno regalare.
Non sapevo che passato qualche anno la storia cambiava, che ai loro occhi sarei diventata ridicola, spesso fuori moda, quasi sempre insopportabile, ottusa e così via. Non sapevo che la grande, trasferitasi poi per studiare all’Università, si sarebbe trovata benissimo a vivere in un’altra casa e la piccola, forse… tra poco, anche lei con questo desiderio.
Eppure anni fa, quando chiedevo: dove vorreste vivere da grandi?, intendendo a Roma, in Grecia o in Australia, mi rispondevano: Ovunque mamma, ma con te.
Mi rimprovero di non aver fatto un po’ di allenamento per prepararmi allo shock (mio) dell’adolescenza (loro), credendo che davvero mi avrebbero voluto sempre tutto quel bene dimostrato con baci ed abbracci.
Sì, lo so, i figli non sono nostri, sono del mondo. Frasi retoriche che si pensano, si dicono, si scrivono. Si usano quando si parla fra amiche e si condividono gli stessi stati d’animo o gli stessi problemi.
La realtà è ben altra cosa, la realtà sono quei pezzetti di cuore che si sbriciolano piano, piano quando quelle frasi dette si avverano negli anni e quando quel lettone rimane vuoto…

5 pensieri riguardo “Ricordi lontani

  1. Restato da giovanissimo orfano e distaccato dalle mie sorelle e fratelli ho avuto la bella pensata di sposarmi a 21 anni (era una voglia di essere riconosciuto e far crescere qualcosa di mio), con i figli sono stato equo, nessuna attenzione pedante, zuccherosa, servizievole; ma ho cercato invece di tenerli distanti da pericoli d’ogni genere, insomma, un orso (ma dentro ero attentissimo che non gli mancasse mai l’affetto, soprattutto della mamma) decisamente diversa da me, così mi sono ritrovato ad essere accusato di disinteresse nei loro confronti riguardo le scelte e la vita.
    Niente di vero: ero attentissimo e protettivo, a modo mio, per colpa delle tenerezze che non ho mai vissuto addosso a me.
    Covo rabbia per non essere compreso, ma allo stesso modo penso che una volta che si dia ai figli un indirizzo di vita, di istruzione, di lavoro, abbiamo esaurito il nostro compito. E non voglio – anche se soffro – obbligare i figli a compiacermi con visite, carezze, protezione e quant’altro mi faccia sentire “debole”.
    Ale

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  2. Beccata subito!
    Hehe non per niente ti ho segnalato come un blog dove passo tutti i giorni 🙂
    Ok i vostri discorsi sui genitori, e forse non potro’ capire fino in fondo in quanto hai due figlie femmine, ma per me che sono maschio la mamma è sempre la mamma ora come tra 10 20 anni, un bacio non le si nega mai, nemmeno quando giocosamente si prova a resisterle, ma si cade ai suoi agguati quando si è a letto o seduti al pc..
    Il legame con la propria madre non penso si spezzi al taglio del cordone ombellicale e continuera’ per sempre anche quando la vita ci allontanera’..
    Io la vedo cosi’
    Buon lunedi e son contento hai scritto di nuovo 🙂

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  3. Non sempre è necessario nascondere fragilità o debolezze davanti ai propri figli. Un genitore è pur sempre un essere umano.
    Anche i baci, le coccole e le carezze (pur se mai ricevute) servono a far crescere, servono a far capire che tu ci sei comunque.
    Vigilare attenti e tenerli lontani dai pericoli… beh, è un equilibrio costante, a volte vacillante con i tempi che corrono!
    Quello che mi manca in questo momento è la sensazione meravigliosa che mi davano quando erano piccole, ed il loro incondizionato amore.
    A presto rileggerti
    Mary

    P.S. Ho provato a pubblicare una poesia su Poesia.it, ma il sito è temporaneamente sospeso.

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