Domenica, giornata di rottura…

Ieri, domenica, giornata piovosa e fredda, noiosa e senza senso, volevo ritrascrivere un sonetto dedicato a mio marito nel giorno del suo 50° compleanno. Invece, è stata una giornata di “rotture”, nel senso che si è impallato il mio PC. Per colpa di non so chi: forse Roby, forse proprio lui. Con questo masterizzatore del cavolo! Musica, canzoni… sempre a duplicare o scaricare. Forse non ne sono capaci, eppure continuano, imperterriti, quasi fosse una sfida.
Così, eccomi quì, con il PC dell’ufficio, tra una telefonata ed una citofonata, sempre di nascosto dei colleghi.
Lo riporto ugualmente, per farvi divertire ed anche emozionare, forse.
“Se me volto e guardo indietro… cominciava quer sonetto
Mo’ lo dedico al marito che a 50 è ancor più matto!
Te volevo fa contento ricordando l’avventura
cominciata in ‘500… mai finita, ancora dura!
Te volevo ricordà quei momenti spensierati,
parlavamo come amici pe’ finì poi innamorati.
Te volevo ricordà certe tresche organizzate
de nascosto un po’ de tutti, dall’amiche più fidate,
certi sguardi de passione e ogni sera ritrovasse
dentro al bar dell’Alberone.
Te volevo ricordà che alle feste dell’amici
me facevi sempre er filo, me dicevi: Tu che dici?
Voi ballà o annamo via? Scappavamo poi felici
pe’ stà soli e pe’ sognà un futuro in armonia.
Te volevo ricordà quelle gite sulla neve
se partiva tutti insieme per quel giorno così breve.
Se tornava poi la sera assonnati e pure tristi,
cantavamo a squarciagola le canoni de Battisti.
Te volevo ricordà na’ mattina de settembre
m’aspettavi sull’altare pe’ giuramme Tuo pe’ sempre!
Quanti anni so’ passati, venti, trenta, nun lo so,
non l’avemo mai contati.
Te volevo ricordà che quel caro, bel ragazzo,
ogni giorno è ancor più pazzo,
sempre pieno d’allegria, sempre aperto all’armonia,
sempre pronto a fa du’ conti,
certe volte un po’ me smonti!
Te volevo ricordà… ma non so poi così certa che
ricordi l’emozioni de quest’anni ormai passati
delle nostre sensazioni…
Te volevo fa l’auguri tutti insieme e quì riuniti
d’un felice compleanno, nun se semo mai scordati.
Te volevo ricordà che la festa ancora dura,
ma me guardi un po’ svanito, stai a pensà a na’ procedura?
– Marinè – poi me dirai, con quel fare molto ardito,
– te volevo fà notà che nun so rincojonito!
li ricordi so’ sicuri
Poi all’orecchio me sussurri: Pe’ chi so’ tutti st’ auguri?”

Che ve ne pare?

3 pensieri riguardo “Domenica, giornata di rottura…

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