La scatola dei ricordi.

Ho una scatola enorme nella mia casa di campagna.
Lasciata lì, nella mia tana, la stanza dove dipingo, piena di tele incomplete, disegni, ritratti.
E’ la scatola dei miei ricordi.
La foto di mia nonna, sorridente ed ammiccante, nel giardino della casa dei miei. Le foto dei miei 18 anni: minigonna, calze scure, una montagna di capelli castani, un sorriso tranquillo.
Bigliettini di auguri, fogli trascritti, 50 lettere di una fitta corrispondenza tra me e mio cugino, l’amico di sempre, nel bene e nel male.
Una piccola scatolina con un ciuffo di capelli biondissimi, tagliati a mia figlia quando aveva un anno.
Una foto vecchissima di un matrimonio di certi miei zii, carta seppiata, gente sorridente in un giorno felice, gente che ormai non c’è più.
Il mio bouquet di sposa, rinsecchito, rimpicciolito, ma sempre profumato. Ha perso la freschezza di quel giorno, ma non il ricordo ancora vivo.
La cassetta registrata della voce di mia figlia nel primo anno di elementari…
La foto dell’altra, al suo primo anno di asilo. Impaurita, mascherata, magra, magra.
Spesso la apro questa scatola.
I ricordi sono contenti, fuori di lì, escono tutti insieme.
Do loro libertà, libertà di ricordare, di fluttuare nell’aria, di avvolgermi completamente per tenermi ancora viva.